L’addio al vivaista sulle note di Rondelli
In centinaia per l’ultimo saluto a Luca Innocenti Belgradi, il trentanovenne morto di leucemia
PISTOIA. “Per amor del cielo”. È sulle note del cantautore toscano Bobo Rondelli che la famiglia e gli amici hanno dato l’ultimo saluto a Luca Innocenti Belgradi. Una folla composta e silenziosa, fuori dalla chiesa di San Pierino Casa al Vescovo, che all’arrivo della salma, seguita a piedi dalla moglie Silvia e dai due figli, si è sciolta in un applauso.
Sulla bara una corona di rose rosse e gigli bianchi, e da parte dei familiari la richiesta di donazioni per l’Associazione Italiana contro le Leucemie e l’Associazione pistoiese “We love Anastasia”, di cui lo stesso Luca era una delle anime più attive. E proprio gli amici del trentanovenne pistoiese hanno colorato la folla indossando le magliette dell’associazione fondata per la piccola Anastasia, mentre i compagni della squadra di calcetto Bottegone Uisp si sono presentati con le maglie da gioco. Intorno, moltissime persone della piccola frazione pistoiese, e tanti bambini e ragazzini, compagni di scuola e amici dei due figli dell’uomo. Luca Innocenti Belgradi è morto lo scorso venerdì 11 settembre, all’ospedale di Pisa dove era ricoverato. Era malato di leucemia da un anno. Vivaista di Vannucci Piante, viveva a San Pierino con la moglie e i loro due bambini. La messa - celebrata da don Michele Palchetti, parrocco della frazione pistoiese – ha ricordato il grande cuore del giovane Luca. «Una splendida persona che possedeva la capacità di aprirsi alla vita e di vivere con delicatezza ed educazione». E il parroco - tornando sulle note della canzone di Rondelli – ne cita un passaggio per ricordare a tutte le persone presenti che anche una canzone può aiutare a credere di poter, un giorno, rincontrare Luca. “Niente può fermare, neanche il freddo più polare, quelle anime perdute che si sono ritrovate. E non possono tenere, mentre mano nella mano vanno come sulle ali a migrare verso il sole, per amor del cielo”. Don Michele Palchetti dedica poi un pensiero speciale alla moglie Silvia e ai figli, che hanno perso il padre troppo presto. L’augurio di poter capire che il padre li seguirà sempre, finché un giorno lontano potranno finalmente riabbracciarsi. Al termine della cerimonia, la bara è stata trasportata nel cimitero di San Pierino, accanto alla chiesa, sulle note della struggente “Hallelujah” di Leonard Cohen, insieme a un ultimo infinito applauso di tutti i presenti.
Valentina Vettori
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