Tramontato il bacino sul Vincio e Gello attende
PISTOIA. Durano da anni le attese e le polemiche attorno ai bacini collinari che potrebbero costituire delle riserve di acqua sfruttabili dall’acquedotto in caso di siccità. E nel breve termine non...
PISTOIA. Durano da anni le attese e le polemiche attorno ai bacini collinari che potrebbero costituire delle riserve di acqua sfruttabili dall’acquedotto in caso di siccità. E nel breve termine non pare proprio che le cose siano destinate sostanzialmente a cambiare. L’esempio più eclatante è quello del bacino di Gello, della cui ristrutturazione e potenziamento si parla almeno dal 2005. Mandato in soffitta il progetto di ristrutturazione da 31 milioni di euro, collegato alla realizzazione di una cassa di espansione anti-alluvioni ai Laghi Primavera, dal 2012 si sta lavorando ad una versione ridotta, da 14 milioni di euro, grazie ai finanziamenti di Regione e Ministero dell’ambiente. Sul nuovo progetto (che prevede un bacino più piccolo) è aperta la conferenza dei servizi: per la sua chiusura serve l’esito della verifica di assoggettabilità ambientale da parte del Ministero, verifica avviata nel novembre 2014 (con tanto di osservazioni) ma ancora non conclusa, dopo quasi un anno.
L’altro bacino ipotizzato è quello sul Vincio di Brandeglio: una struttura piccola, da 200.000 metri cubi di acqua e del costo di 3 milioni di euro (di cui 2,7 della Regione). Se ne parla dal 2012, ma qui almeno si è approdati ad una decisione. È stato il sindaco Samuele Bertinelli, nel corso del dibattito sul bilancio preventivo 2015 in consiglio comunale, a comunicare lo “stop” al progetto. Studi dettagliati hanno infatti mostrato che il Vincio di Brandeglio porta dentro la sua corrente moltissimo materiale (fango, detriti, ecc.) per cui in pochi anni il nuovo bacino si riempirebbe e dovrebbe essere di nuovo scavato. Insomma, il gioco non varebbe la candela.
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