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Pistoia

Santa Celestina, la mongolfiera si squarcia appena superata la pieve

Il pallone si squarcia appena superata la pieve e cade poco lontano (foto Gori)
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Il pallone si squarcia appena superata la pieve e cade poco lontano (foto Gori)

Secondo la tradizione, se il pallone non supera il campanile della chiesa di San Marcello, sarà un anno infausto. Stavolta... è andata bene per un soffio

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SAN MARCELLO. Giusto il tempo di superare il campanile della pieve e il pallone si è squarciato a metà, aprendosi e ricadendo poche decine di metri più avanti, nelle vicinanze dell'ospedale Pacini. Come tradizione vuole, comunque, se la mongolfiera in volo supera il campanile della chiesa di San Marcello Santa Celestina assicura un anno di prosperità e buone cose per la montagna pistoiese. E di questo, nonostante lo stupore per un fatto mai accaduto, le centinaia di persone presenti in piazza Matteotti nel pomeriggio di martedì 8 settembre (ricorrenza di Santa Celestina, patrona della Montagna Pistoiese) non vogliono dubitare.

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Per la prima volta dopo molti anni di gestione della Soms Baccarini, il volo, che mette la parola fine all'estate di eventi a San Marcello, è stato organizzato dall'Appennino Volley. Le operazioni di gonfiaggio, come di consueto, sono state eseguite da Alberto Pierazzi insieme ai figli. Lancio perfetto, pochi minuti prima delle 18, in una giornata di sole e senza vento, mentre il gruppo bandistico della Montagna intonava l'inno di Mameli e lo speaker Alessandro Vivarelli commentava con entusiasmo. Prima delle operazioni di volo è stata consegnata una targa ricordo alla nuora di Alberto Medini, che con Fenzo Guerrini, nei primi anni '50, aveva riportato in auge il volo della mongolfiera, interrotto dal 1939 e per tutti gli anni '40.

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Il volo, come detto, è andato bene sino a quando la mongolfiera, gonfiata ad aria calda, non ha superato il campanile. Una cinquantina di metri in un volo senza pecche, poi il pallone si è squarciato, ricadendo poco distante. Meraviglia tra i presenti, ma nessuno ha voluto interpretare quanto successo come un cattivo auspicio. Il sindaco Silvia Cormio ha ricordato come la manifestazione quest'anno abbia corso veramente il rischio di non poter essere effettuata, ha parlato dell'impegno del Comune e della disponibilità dell'Appennino Volley.

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E non è stata una festa di Santa Celestina priva di polemiche e rivendicazioni. In piazza era presente un banco dell'associazione Zeno Colò e del Crest che raccoglieva firme per il referendum abrogativo della legge regionale 28/2014 (quella che riforma la sanità toscana). Dopo il volo un gruppo di 50-60 persone, partendo dai giardini del Severmino, si è diretta verso il ponte di via Leopoldo, fermandosi davanti al ristorante La Bracia. Al coro di "Je suis La Bracia", e con in mano dei cartelli riportanti la stessa frase, hanno manifestato la propria solidarietà al titolare Pablo Ranieri e ai soci, oggetto di un esposto ai vigili urbani per le serate estive di intrattenimento. Secondo alcuni troppo rumorose, ma a giudicare dalle reazioni in paese, solo per alcuni.

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