I due anziani ex in guerra per le chiavi di casa
Lui è stato condannato per maltrattamenti e lesioni, ma ora la Corte di appello gli riconosce il diritto ad occupare due stanze. Lei non vuole averlo vicino e si barrica dentro
PISTOIA. Mattinata poco tranquilla quella di ieri in viale Petrocchi. Rocco Donato Benedetto, 85 anni, accompagnato da un ufficiale giudiziario e da un fabbro, si è presentato dinnanzi all’abitazione al numero civico 90 per cercare di entrarvi, così come stabilito da una sentenza della Corte d’appello di qualche mese fa. Ma la donna che abita nella casa, Giacoma Pagoto, 77 anni, è scesa in cortile e tra le lacrime ha urlato all’uomo di non entrare, poi si è barricata in casa con tanto di travi di legno a sbarrare la porta. Impossibile parlarle, la donna è sconvolta perché – dice– quell’uomo la perseguita oramai da anni.
Qualcuno, passando con la macchina, rallenta un pochino per vedere cosa sta accadendo, altri si affacciano dalle finestre delle case vicine, incuriositi. Due agenti della polizia parlano con l’avvocato della donna e con l’ufficiale giudiziario.
La vicenda ha più di vent’anni: una storia fatta di litigi, minacce, percosse, ed anche la rottura di un braccio della donna. Ma ripercorriamola brevemente: i due hanno avuto una breve relazione nel 1996 con l’acquisto di una casa e la divisione della stessa in due parti per l’uso che ciascuno ne avrebbe dovuto fare anche dopo che la relazione fosse finita. Grazie ad un diritto di abitazione, l’uomo poteva entrare nell’immobile ed usufruire di due stanze.
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Diversa la versione della Pagoto che, in una lettera pubblicata nel 2005 su Il Tirreno, affermava “La casa è di mia proprietà. L’ho comprata nel 1996 e, al momento dell’acquisto, sono stata io, per puro spirito di benevolenza, a concedere al Benedetto il diritto di abitazione su due stanze. Un mio grandissimo errore”.
“Vivo blindata in casa perché ho paura di quell’uomo. Non ne posso più” aveva affermato qualche mese fa. I rapporti tra i due, infatti si sono incrinati e il Benedetto ha iniziato a minacciare e tormentare la donna, passando in alcuni casi alle violenze dirette. Tanto che il giudice aveva impedito all’uomo di avvicinarsi alla casa di viale Petrocchi.
Ma qualche mese fa, una sentenza della Corte d’appello (dinnanzi alla quale il Benedetto aveva impugnato la sentenza), ribalta totalmente la situazione e permette all’uomo di poter entrare nella casa, sia pure limitatamente alle due stanze in questione.
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«Abbiamo già fatto richiesta per l’applicazione di una misura cautelare che impedisca al Benedetto di entrare nell’abitazione – spiega Alessandro Fagni, legale della Pagoto – solo un giudice può stabilire l’allontanamento dell’uomo. In questi giorni, si spera, il giudice dovrebbe prendere una decisione. Il Benedetto, oltre ad essere stato condannato per maltrattamenti in famiglia, ha avuto anche una condanna per lesioni gravi, avendo rotto un braccio alla signora. Poi ingiurie, minacce di morte, e condanne per stalking e tentato incendio. La signora è impaurita, vive nel terrore. Più volte l’uomo l’ha inseguita mentre camminava per la città».
Intanto l’ufficiale giudiziario ha fissato un nuovo tentativo di immissione dell’uomo nella casa per il prossimo 11 settembre. «Speriamo che in una settimana succeda qualcosa, siamo fiduciosi. Ma, per adesso, non si può fare nient’altro, se non attendere che il giudice si pronunci» conclude l’avvocato.
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