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Grande jazz italiano sotto la Rocca di Castruccio
Il festival si chiude nel ricordo di Sellani: il premio intitolato al grande maestro andrà al giovane talento Lanzoni
SERRAVALLE. Se la quattordicesima edizione del Serravalle Jazz si era aperta in modo commovente, con l’omaggio dedicato domenica sera a John Taylor, morto a luglio e mancato protagonista della rassegna, era impossibile non chiudere il festival, stasera (martedì) senza ricordare Renato Sellani, passato sul palco della rocca di Castruccio molte volte, l’ultima nel 2014, e scomparso lo scorso novembre.
L’organizzazione di Serravalle ha deciso di istituire un premio a lui dedicato, che verrà consegnato ogni anno. A meritarlo in questa prima edizione è stato Alessandro Lanzoni, giovane talento del piano jazz che era già passato da queste parti otto anni fa, quando era un ragazzino fresco di maturità liceale, ma già considerato una grandissima promessa. Oggi quelle promesse sono state ampiamente mantenute, e Lanzoni aprirà la serata da solo, con un programma intitolato “Ricordando Renato”. Come ha spiegato il direttore artistico Maurizio Tuci, ogni estate il premio verrà assegnato a un pianista che, secondo la giuria, dimostra di avere la classe di Sellani. «La scelta è caduta subito su Lanzoni – sono state le sue parole – per la sua indubbia bravura e anche perché è stato il musicista più giovane a suonare su questo palco, quando aveva 14 anni, mentre Renato è stato il più vecchio, a 88 anni, dodici mesi fa». Lanzoni tra l’altro rimarrà sul palco anche per il concerto che chiuderà il Serravalle Jazz 2015, quello del gruppo di Nico Gori (sax, clarinetto), un quartetto completato da Gabriele Evangelista (contrabbasso) e Stefano Tamborrino (batteria), e che avrà come ospite la tromba di Flavio Boltro. Un finale che si preannuncia pieno di fuochi d’artificio, sia dal punto di vista delle emozioni («La standing ovation che questo pubblico ha regalato a Sellani l’anno scorso è una cosa rara» sono ancora parole di Maurizio Tuci), che sul piano della qualità. Lanzoni negli ultimi cinque anni si è affermato nel panorama jazz, suonando ovunque in Italia e spesso sconfinando nel resto d’Europa, mentre Nico Gori, amatissimo a Serravalle vista anche la sua militanza nella big band di Barga Jazz, sempre presente, oltre a capitanare la sua formazione collabora con alcuni dei più importanti musicisti italiani ed europei, a cominciare da Stefano Bollani, ed è reduce da un soggiorno prolungato in Danimarca e da una serie di date in tutto il continente.
Dopo la spiritualità di Dimitri Grechi Espinosa, la classe di Diana Torto con la big band di Barga, e ancora dopo la ricerca musicale del Maurizio Geri Swingtet e l’incredibile esplosività del Roar at the door 4et con Nguyen Lè, il pubblico di Serravalle saluterà l’edizione 2015 con una serata di grande jazz italiano. Anche oggi i concerti saranno preceduti dal seminario all’Oratorio della Vergine Assunta (ore 18), con Stefano Zenni che parlerà del “Viaggio alle origini ancestrali della musica”.
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