Italia
Variante al piano strutturale: «Spesi soldi inutili adesso»
CUTIGLIANO. È stata adottata in consiglio comunale, col voto favorevole della maggioranza, la variante al piano strutturale del Comune di Cutigliano. L’atto rinnova il precedente piano del 2003....
CUTIGLIANO. È stata adottata in consiglio comunale, col voto favorevole della maggioranza, la variante al piano strutturale del Comune di Cutigliano.
L’atto rinnova il precedente piano del 2003. Soggetti pubblici e privati avranno a disposizione 60 giorni per presentare osservazioni, dopodiché il piano tornerà in consiglio per l’approvazione definitiva. Si aprirà poi una nuova fase di lavoro per la stesura del piano operativo (ex regolamento urbanistico). Già la precedente amministrazione Ceccarelli, nel 2013, aveva iniziato a lavorare in contemporanea alle varianti sul piano strutturale e sul regolamento urbanistico. La nuova normativa entrata in vigore nel novembre 2014, però, ha consentito di portare avanti solo la variante al piano strutturale. L’operazione è stata finanziata tramite risorse regionali per 120.000 euro ottenute dall’ex amministrazione Ceccarelli. Si tratta però solo di un’anticipazione: il Comune dovrà restituire il finanziamento nel 2016, in un’unica soluzione. I costi del piano - redatto da due professionisti esterni, l’architetto Bedini e l’ingegnere De Santi, coordinati dal responsabile dell’area tecnica comunale Paolo Tronci - ricadranno perciò sull’ente locale.
Proprio sulla spesa ha calcato il capogruppo diopposizione Marco Ferrari (Cutigliano – è qui che voglio vivere) che ha espresso voto di astensione. «Mi domando perché – ha detto –si è rinnovato adesso il piano strutturale, spendendo soldi di tutta la comunità, e non si è aspettato a redigerlo in un’ottica più ampia, visto che i consigli comunali di Cutigliano ed Abetone si sono espressi a favore della fusione dei Comuni». «Non ce la siamo sentita di buttare via il lavoro fatto – ha risposto il sindaco, Tommaso Braccesi – e di rimandare indietro un finanziamento. Inoltre l’attuale piano, superato in molti aspetti, non è più adeguato a garantire lo sviluppo del territorio. Nella fusione ci crediamo: Abetone e Cutigliano lavorano già con molti obiettivi condivisi». Strategie della variante adottata, anticipate da Il Tirreno in un precedente articolo, sono l’attrattività verso nuovi residenti e la valorizzazione del turismo e dell’economia agro-silvo-pastorale. (e.v.)
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