Il presidio
Boom di cause per violazioni contrattuali
PISTOIA. Ora a soffrire sono i vivai di medie - grandi dimensioni. Che il settore non fosse immune dalla bolla della crisi globale era evidente da un paio d’anni, e a fine 2014, per la prima volta,...
PISTOIA. Ora a soffrire sono i vivai di medie - grandi dimensioni. Che il settore non fosse immune dalla bolla della crisi globale era evidente da un paio d’anni, e a fine 2014, per la prima volta, il comparto del verde ha espulso dal mercato del lavoro 160 operai.
A soffrire sono in misura minima le big, mentre, oltre ai piccoli con vivai a gestione familiare, si stanno aprendo vertenze per realtà storiche con decenni di vita alle spalle e un numero di dipendenti compreso tra le 20 e le 30 persone. Gabellini, Palandri Srl, Tesi Ubaldo, Vivai Piante Biagini... solo alcuni nomi. A fine anno, concordano sia i sindacati che i professionisti del settore, come il neo presidente del Distretto Francesco Mati, gli operai costretti a cercarsi un altro lavoro potrebbero essere molti più dei 160 dello scorso anno. Per non parlare della cassa integrazione, a cui chiedono di accedere a man bassa anche gli imprenditori agricoli.
Intanto la Camera del Lavoro di via Puccini fa i conti con il problema inverso...l’aumento di lavoro. Al 20 agosto erano state aperte 1700 vertenze. «Le procedure concorsuali per fallimento sono 332. Più alte quelle per recupero crediti, 457 - spiega Luana Del Bino - Sono numeri in aumento rispetto allo scorso anno, quando abbiamo seguito complessivamente 257 vertenze per procedure concorsuali e 436 per recupero crediti».
Il vero boom però c’è stato nelle vertenze per violazioni contrattuale: «Da 155 a 333. Licenziamenti ingiustificati, contratti al nero, voucher che intendiamo trasformare in contratti di lavoro a tempo indeterminato.... Il concetto di flessibilità è diventato molto ampio per gli imprenditori e il ricorso al nero una piaga». (t.g.)
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