Il Tirreno

Pistoia

Dopo l’aggressione subita non riaprirà più il suo bar

di Valentina Vettori
Dopo l’aggressione subita non riaprirà più il suo bar

Agliana, Rossano Tanzini fu ferito alla testa con una bottigliata da un ubriaco «Ciò che mi è capitato mi ha fatto decidere per la chiusura. Ho già trovato lavoro»

2 MINUTI DI LETTURA





AGLIANA. Il bar “Il girasole”, locale ospitato al pian terreno dello storico circolo Arci “La Rinascita” di via Roma, ad Agliana, non riaprirà dopo la chiusura per ferie. La famiglia Tanzini, che lo aveva in gestione da un anno e mezzo, ha deciso di lasciare dopo l'aggressione subita dal titolare Rossano Tanzini, lo scorso 3 agosto.

Quella sera fu colpito alla testa da una bottiglia di vetro lanciatagli dal ventiquattrenne di nazionalità marocchina, Said El Habchi: sotto i fumi dell’alcol, dopo il rifiuto del barista di consegnarli un’altra birra, aveva cominciato a gridargli contro e poi gli aveva lanciato la bottiglia che aveva già in mano, fuggendo poi nella vicina piazza Gramsci, dove era stato arrestato da due carabinieri. Tanzini fu soccorso dagli altri avventori del bar, portato in codice giallo al San Jacopo di Pistoia e, dopo aver ricevuto 10 punti di sutura alla testa, dimesso nella tarda serata.

Il 6 agosto scorso il locale avrebbe chiuso per ferie per qualche settimana, ma a causa dell'aggressione la chiusura fu anticipata. E già in quei giorni Tanzini - ancora molto scosso dagli eventi che lo avevano coinvolto - accennò al fatto di non voler riaprire il bar. In questi giorni è arrivata la conferma.

«Ho trovato un altro lavoro - spiega il quarantaseienne, residente a Montale - e a breve comincerò. Sarò sicuramente più sereno e avrò un po' più di tempo libero per me e per la mia famiglia. Avevo già in mente di lasciare la gestione del locale - prosegue l'uomo - ma quello che mi è capitato mi ha fatto decidere definitivamente per la chiusura».

Quello del 3 agosto, infatti, non era stato il primo evento spiacevole a coinvolgerlo. Un anno e mezzo fa, durante l'inaugurazione del bar, aveva dovuto chiamare i carabinieri perché un gruppo di nordafricani avevano iniziato ad agitarsi, creando scompiglio e paura durante la festa. Qualche mese dopo, lo stesso gruppo di uomini, passando di fronte al locale aveva lanciato in aria le sedie di plastica poste all'esterno. Infine, l'aggressione con la bottigliata in testa, il grande spavento e i dieci punti.

«Sono stufo e anche spaventato – raccontava Tanzini dopo l'accaduto – Lavoro qui da un anno e mezzo con la mia famiglia e, a volte, mia figlia di 18 anni rimane da sola al bancone. Ho paura che le possa succedere qualcosa. Questi episodi sono frequenti ad Agliana. Non è una situazione facile».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera