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Una lunga scia di sangue su quei tornanti da brivido
PISTOIA. Quei mazzi di fiori parlano da soli. Fissati ai guardrail o ai muretti di contenimento, raccontano delle tragedie della strada che negli anni hanno avuto come teatro la Porrettana. Una delle...
PISTOIA. Quei mazzi di fiori parlano da soli. Fissati ai guardrail o ai muretti di contenimento, raccontano delle tragedie della strada che negli anni hanno avuto come teatro la Porrettana. Una delle statali preferite dai centauri di mezza Italia, per le sue curve, i suoi saliscendi, i suoi tornanti che, tra i boschi della montagna pistoiese, invitano a pieghe da brivido e a staccate all’ultimo centimetro. Ma il gusto dell’adrenalina porta a volte ad osare troppo. E spesso a conseguenze mortali. Probabilmente complici quella scarsa manutenzione e quegli adeguamenti mai realizzati al centro delle polemiche che periodicamente vengono sollevate da chi abita lungo l’importante via di collegamento.
L’ultimo fatale incidente sulla Ss 64 che ha avuto come vittima un motociclista è del 27 settembre scorso: Michele Busi, 42 anni, di Cascina, in provincia di Pisa, morì dopo due giorni di coma. Scivolato in un curvone con la sua Yamaha Mt09, si era schiantato contro un muretto.
Il 30 giugno 2012, alle Svolte, la morte si era portato via un ragazzo di vent’anni. Matteo Moscagiuri, giovane calciatore dilettante, abitava al Villaggio Belvedere. Quel pomeriggio era uscito in sella alla sua Dicati Hypermotard insieme a due amici, come lui amanti delle due ruote.
Appena tre settimane prima l’asfalto della Porrettana aveva già avuto il suo tributo di sangue. Vittima, un cinquantenne operaio della Breda, Nicola Cappellini. In sella alla sua Yamaha R1 stava scendendo verso Pistoia quando, dopo il Signorino, poco dopo Villa Giorgia, si era trovato dietro una curva una colonna di auto ferme a causa di un precedente incidente. La disperata frenata, la caduta a terra e poi il fatale schianto contro la parte posteriore della Opel Tigra che chiudeva la fila.
Il sorpasso, a forte velocità, della fila di auto che lo precedeva, poi la sterzata improvvisa, per rientrare nella propria corsia per evitare un camion che stava per arrivare dalla direzione opposta, il volo fuori strada, contro un albero: in sella alla sua Aprilia Tuono 1000, fu così che Alessandro Fedi, 49 anni, contitolare dell’agenzia di viaggi Harlem, di Pistoia, perse la vita il 27 ottobre 2007 tra la Cugna e il 44° Parallelo, poco prima del Signorino. (m.d.)
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