Italia
Assenteismo in prefettura, prima sentenza
Pistoia, ha patteggiato la pena una dei 49 dipendenti indagati per truffa ai danni dello Stato: otto mesi con la condizionale
PISTOIA. Prima sentenza nell’inchiesta per l’assenteismo in prefettura. Accusata di truffa aggravata ai danni dello Stato, ha patteggiato la pena di 8 mesi di reclusione una degli impiegati del palazzo di governo indagati per essersi ripetutamente allontanati dal lavoro senza timbrare il cartellino.
La donna, 65 anni, di Pistoia, essendo già in pensione e non correndo quindi rischi disciplinari dal punto di vista lavorativo, ha preferito chiudere la propria posizione patteggiando la pena direttamente davanti al gip del tribunale anziché dover affrontare un eventuale e lungo processo. La sua posizione, al pari di quella di altri ex colleghi indagati (in tutto sono 49), era particolarmente delicata in quanto, oltre che di non aver passato il badge elettronico sulla macchinetta smarcatempo per una ventina di volte dal maggio al novembre 2011 (periodo in cui i carabinieri effettuarono i controlli con le telecamere spia), era accusata anche di essersi fatta timbrare il cartellino, in due occasioni, da una collega.
In tutto, la procura le contestava di non aver lavorato grazie a tali raggiri 39 ore, pari ad un danno economico nei confronti dello Stato di 341,25 euro. La donna ha ottenuto la sospensione condizionale della pena.
Per quanto riguarda gli altri indagati, 17 di loro, per i quali le indagini si sono già conclese, il pm Fabio Di Vizio ha già presentato la richiesta di rinvio a giudizio: compariranno davanti al gup Alessandro Buzzegoli per l’udienza preliminare il 20 ottobre. Non è escluso che alcuni tra questi indagati decidano in quell’occasione di ricorrere al patteggiamento o chiedano di essere processati per rito abbreviato.
L'inchiesta che ha portato a questa richiesta di rinvio a giudizio - e che vede indagati altri 31 dipendenti del palazzo del governo, nei confronti dei quali le indagini non sono ancora concluse - era stata avviata nel 2011 in seguito ad un esposto presentato in procura, in cui si faceva presente il sospetto comportamento da parte di alcuni impiegati della prefettura di piazza Duomo, in odore di assenteismo. Le indagini sono state portate avanti dai carabinieri della Compagnia di Pistoia, che si sono avvalsi, per controllare gli spostamenti degli indagati, anche di telecamere spia, una delle quali, come detto, piazzata sul campanile di piazza del Duomo e puntata verso l'ingresso della prefettura. I controlli sono andati avanti per alcuni mesi, dal 18 maggio 2011 al 31 ottobre del 2013.
Di vari tipi i comportamenti anomali che vengono contestati dalla procura: gran parte dei dipendenti sarebbe uscita in orario di lavoro senza "timbrare" il cartellino elettronico, qualcuno, come l’indagata che ha patteggiato la pena, affidandone la timbratura ad un collega.
A tutti e 17 gli indagati (8 uomini e 9 donne) vengono contestati due tipi di reato. Oltre a quello di truffa aggravata ai danni dello Stato, previsto dall'articolo 640 del codice penale, anche quello relativo alla violazione dell'articolo 55 quinques del decreto legislativo 165 del 2001 sul pubblico impiego. In sintesi, agli indagati viene contestato di essersi assentati dal lavoro per un numero di ore che varia dalle 94 relative alla posizione considerata più grave (di un operatore amministrativo F1-area 3ª) alla ventina di media relative a quelle di minore gravità.
Nel capo di imputazione, per ciascun indagato, viene quantificato anche il danno economico che avrebbero causato allo Stato con il loro assentarsi durante l'orario di lavoro: dagli 822,5 euro per l'operatore a cui vengono contestate 94 ore di assenza, ai 105 per l'operatrice a cui ne vengono contestate 12.
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