Il Tirreno

Pistoia

Incendio, indaga la procura condominio sotto sequestro

Intanto l’ex sindaco Fontana punta il dito contro la strada troppo stretta per consentire l’accesso dei mezzi di soccorso a una zona densamente abitata

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ABETONE. «È inammissibile che l’unica strada a servizio di una zona residenziale non sia accessibile ai mezzi di soccorso». Marcello Fontana, ex sindaco di Abetone, riapre il dibattito sugli ostacoli che hanno prolungato i tempi di intervento sull’incendio che nella nottata di sabato ha distrutto gli ultimi due piani nel condominio Le Regine, nell’omonimo paese montano.

Incendio su cui la procura di Pistoia, dopo aver posto l’edificio sotto sequestro, ha aperto un’inchiesta contro ignoti. Presto la decisione se disporre o meno una perizia su cause e responsabilità: le fiamme si sono propagate dalla canna fumaria del camino di un appartamento dell’ultimo piano .

Intanto, Fontana punta il dito sulla «strada d’accesso, del tutto inadeguata per la zona residenziale di “Pellega”, molto popolata specie in stagione turistica». Una zona «che comprende diversi condomini, villette a schiera e isolate. Alcune case sono abitate tutto l’anno. L’unica via d’accesso, però, è la strada privata Petrucci, molto stretta e percorribile solo a senso unico. E soprattutto, come ben noto, inaccessibile a gran parte dei mezzi di soccorso, come le autocisterne. Le ambulanze ci passano a malapena. I Vigili del fuoco hanno dovuto allungare le manichette di alcune centinaia di metri per portare l’acqua sul posto. Ma la cosa più assurda – aggiunge – è che un’altra strada di accesso, più larga e sicura, avrebbe potuto esserci. Si tratta di quella costruita una decina d’anni fa per raggiunge il depuratore a servizio delle abitazioni di Pellega. Sarebbero bastati un centinaio di metri in più. Un’operazione che, da quanto si apprende, il Comune non ha potuto portare a termine poiché la Sovrintendenza avrebbe negato l’autorizzazione al taglio di una decina di piante, prevalentemente faggi, situate nel demanio regionale, per far posto al nuovo tratto di strada».

«Se così è – prosegue Fontana – mi pare un vero paradosso, quando nella stessa zona di demanio, fra la chiesa de Le Regine e l’ex segheria di Mastrocarlo, lo scorso anno si è proceduto ad un massiccio taglio di faggi, in una foresta di pregio, ben visibile dalla strada statale, peraltro senza alcuno scopo specifico, almeno apparente: gran parte del legname ricavato è ancora accatastato il loco. Oltre alla responsabilità della Sovrintendenza, credo dunque che sarebbe stato opportuno un intervento più autorevole da parte del sindaco per far prevalere il diritto alla sicurezza dei propri concittadini contro quello di una decina di piante di una foresta fra le più grandi d’Italia».

Quanto alle bocchette antincendio, alcuni villeggianti precisano che «la zona è fornita di tre bocchette e che solo quella ubicata vicino al condominio Ciliegio3 era efficiente. Per questo, malgrado l’indiscutibile professionalità dei Vigili del fuoco, non è stato possibile raggiungere il volume idrico adeguato se non all’arrivo delle autobotti».

Elisa Valentini

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