Il Tirreno

Pistoia

Argini al collasso per colpa del Consorzio di bonifica

Beatrice Faragli
Ponte degli Armacani, uno dei tratti più a rischio degli argini della Brana (foto Gori)
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Ponte degli Armacani, uno dei tratti più a rischio degli argini della Brana (foto Gori)

Il Comune di Pistoia: per legge quegli interventi non sono di manutenzione straordinaria ma dovevano e devono essere eseguiti con i soldi incassati dai contribuenti

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PISTOIA. Se l’argine della Brana è al collasso, la colpa va rintracciata anche nei mancati interventi e nella carente manutenzione da parte del Consorzio di bonifica, che finora si è limitato al semplice taglio dell’erba, in barba alle opere che per competenza e per legge avrebbe dovuto garantire con i soldi dei contribuenti.

Questo, in sintesi, quanto arrivato sulle scrivanie di Regione, Provincia, Genio civile, e dello stesso Consorzio Medio Valdarno, nei giorni scorsi. Il duro richiamo viene dal Comune di Pistoia e riguarda la pessima condizione in cui si trovano alcuni tratti arginali della Brana. Uno in particolare, quello in zona Ponte degli Armacani, vicino alla linea ferroviaria Firenze-Lucca, è da considerare gravemente a rischio: con l’autunno e le piene della stagione piovosa, l’argine potrebbe cedere.

Già compromesso durante l’alluvione del 21 ottobre 2013, il tratto eroso è rimasto per un anno e mezzo coperto dai teli di protezioni, quelli usati per la somma urgenza, che dovrebbero essere rimossi nel giro di poche settimane e utilizzati esclusivamente in attesa dell’intervento vero e proprio di ripristino. Durante i sopralluoghi della Protezione civile effettuati in seguito alla tempesta di vento del 5 marzo scorso, è emerso lo stato assai preoccupante dell’argine della Brana a valle del perimetro cittadino.

Nell’eventualità di rotte arginali, avvertiva la Protezione civile di Pistoia lo scorso aprile, si formerebbero battenti di allagamento molto alti, che interesserebbero un’estesissima parte del territorio comunale densamente urbanizzato. Non solo: le operazioni per il soccorso della popolazione diventerebbero ardue. A luglio però, il Consorzio Medio Valdarno ha spiegato dalle pagine del Tirreno di non avere ancora a disposizione i 200.000 euro necessari al ripristino dell’argine franato. I soldi – questa la posizione dell’ente guidato da Marco Bottino – devono arrivare dalle Regione Toscana visto che si tratta di manutenzione straordinaria.

Ma ecco l’ultimo tassello di questa incredibile vicenda, messo nero su bianco nella lettera del Comune datata 4 agosto, in cui si dice che l’evento alluvionale del 21 ottobre 2013 è certamente stato di natura eccezionale ma anche che, come si può vedere in altre parti del territorio, e non solo nel tratto del ponte degli Armacani, il Consorzio si è limitato al semplice taglio dell’erba.

La scarsa manutenzione e la carenza di controllo sulle opere idrauliche dunque, competenze che per legge sono del Consorzio, non possono che essere tra le cause che hanno portato al cedimento dell’argine. Quello che emerge è la tendenza a far ricadere tutto sulla “manutenzione straordinaria”, senza mai fare i conti su come sia stato possibile arrivare a certi punti.

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