Il Tirreno

Pistoia

Una nuova primavera turistica per Pracchia

Complice il caldo, presenze come non se ne vedevano da dieci anni nel piccolo paese montano

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PRACCHIA. Il paese di Pracchia si presenta pieno di automobili, indice di buon affollamento. Si tratta di un turismo di pendolari del fine settimana, ma anche costituito da molte persone native del paese montano che vi posseggono una casa ma che vivono altrove. Pracchia, che nel passato era ricca di alberghi e costituiva una perla della Montagna Pistoiese, oggi ha subito una flessione ed è andata progressivamente spopolandosi, come molti altri paesi del nostro Appennino, ma sembra incamminata a vivere una nuova primavera turistica.

«Luglio di quest'anno è stato eccezionale, moltissimi sono stati i nostri ospiti – spiega Lorenza, titolare dell'albergo- ristorante Melini di Pracchia – Penso sia stata l'improvvisa ondata di caldo che ha spinto i turisti a venire in montagna; tanti come non se ne vedevano da dieci anni. In agosto invece l'afflusso è più contenuto, almeno nella prima settimana, mentre ci sono buone indicazioni per quella che precede il Ferragosto. Penso, e spero, che faremo il pieno».

La rinascita del paese la confermano anche Paolo e Francesca Carotta, marito e moglie trasferiti a Pracchia da Volterra, titolari del Pizzi Bar, aperto lo scorso anno. Lo fanno mentre conversano in inglese con alcuni turisti stranieri ospiti del loro ristorante.

«Nel mese di luglio abbiamo lavorato molto bene sia col bar che con il ristorante, dove cuciniamo il pesce. Sì – sottolineano – il pesce, se ben cucinato, è ottimo anche quassù in montagna: dobbiamo diversificare. Inoltre facciamo la pizza. In estate ce la caviamo, ma in inverno è dura. Troppo pochi sono gli abitanti residenti, non superano le 130 unità. Allora, dato che parliamo inglese, francese e tedesco, abbiamo puntato anche sugli stranieri. La strada che passa davanti a noi e che attraversa Pracchia è citata sulle guide olandesi e danesi per gli amanti della bici che vogliono andare a Roma, e come vedete ci sono anche oggi molti stranieri».

Il Pizzi Bar ha per insegna proprio una bicicletta.

«Quest'anno – proseguono – sono venute a mancare due manifestazioni importanti, come Itinerari Musicali e i mercatini dell'antiquariato, che portavano molta gente. La montagna dovrebbe essere più aiutata dalle autorità».

E Paolo e Francesca ricordano che il prossimo 14 agosto ci saranno un apericena e un mercatino di prodotti del Burkina Faso, il cui ricavato andrà ai bambini del paese africano.

Sauro Romagnani

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