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Pistoia

Pugni, calci e minacce di morte alla moglie: scatta il carcere

Pugni, calci e minacce di morte alla moglie: scatta il carcere

Pistoia, dopo anni di violenze viola il divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla donna e il giudice lo spedisce in cella

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PISTOIA. Schiaffi, pugni, calci. Soprattutto quando era ubriaco sfogava tutta la sua violenza sulla moglie. Arrivando spesso a minacciarla di morte impugnando il coltello da macellaio che teneva a portata di mano nel soggiorno. Per non parlare delle continue offese, anche sul posto di lavoro. Alla fine, dopo aver subito per ani, temendo anche per la sorte dei loro due figli, sempre più obiettivo, anche loro, delle minacce di morte, la donna aveva deciso di chiedere aiuto alle forze dell’ordine. E per questo, accusato del reato di maltrattamenti in famiglia, per Naim Deliu, albanese di 51 anni, da tempo residente a Pistoia, era scattata, nell’aprile scorso, la misura catelare del divieto di avvicinarsi a meno di 500 metri alla moglie e ai figli, e ai luoghi da loro frequentati. Misura ripetutamente violata e per questo affiancata da quella del divieto di mettere piede nel comune di Pistoia il 3 luglio scorso. Inutilmente. Cosicché, martedì mattina, per l’uomo si sono spalancate le porte del carcere.

Su richiesta del pm, per Deliu era già stato fissato per il prossimo 24 settembre il processo per giudizio immediato. Per questo la misura restrittiva della custodia cautelare in carcere, eseguita dai carabinieri della Stazione di Pistoia, è stata disposta non dal gip ma dal giudice del dibattimento del tribunale. Una decisione arrivata dopo che i carabinieri, nel corso dell’ultimo mese, per due volte avevano sorpreso l’uomo a violare le precedenti restrizioni: la prima, lo avevano identificato ad Agliana, davanti al luogo di lavoro della moglie; la seconda lo aveva sorpreso a Bottegone, perciò nel territorio comunale a lui vietato.

L’uomo è stato portato nel carcere di Prato.

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