Il presidio
Due esplosioni, poi il rogo, incendiati tre cassonetti
Pistoia, episodio misterioso nella notte in via Bottaia, i vigili del fuoco ritrovano una sorta di molotov in uno dei contenitori. Forse un atto intimidatorio contro i “furbetti” dei rifiuti
PISTOIA. «Ho sentito due boati terribili, credevo fosse venuta giù la casa. Poi – racconta Maria Grazia Bonacchi, residente di via Bottaia - mi sono affacciata fuori e ho visto i cassonetti in fiamme».
L’esplosione ha squarciato la quiete della strada di confine tra Barba e Bottegone alle 21,30 di lunedì. L’ordigno, una sorta di molotov rudimentale, è stato gettato da mani ignote all’interno di uno dei cassonetti della via. Non è una novità che nei cassonetti di v ia Bottaia si sviluppino incendi. Ma l’episodio dell’altra sera ha fatto impressione a tutti.
«È la quinta volta in un anno che quei cassonetti vengono incendiati» denunciano i residenti di via Bottaia. Lunedì sera però, a differenza dei precedenti segnalati dalle famiglie della zona, qualcuno avrebbe potuto rischiare davvero grosso. «C’è stata una vera e propria esplosione. Quando abbiamo sentito il botto ci siamo impauriti da morire – ricorda Stefania Pratesi, un’altra residente della traversa di via Statale – Non riusciamo a dare nessuna spiegazione a quanto successo» dice la donna. «L’unica cosa certa – sottolinea Giulia Cappellini – è che per la quinta volta in un anno hanno dato fuoco ai cassonetti». «Se fossimo usciti a buttare la spazzatura nel momento sbagliato – continua la residente - non saremmo qui a raccontare quello che è accaduto. L’esplosione ha fatto saltare in aria il coperchio di uno dei raccoglitori tanto è stata violenta».
Quando i cittadini si sono accorti delle fiamme, hanno immediatamente allertato i vigili del fuoco. Una squadra è intervenuta per domare l’incendio e all’interno di uno dei raccoglitori è stata ritrovata una sorta di molotov rudimentale.
«Fortunatamente è andata bene ma - ripetono da via Bottaia - poteva accadere il peggio. Abbiamo sentito un’esplosione sorda, come se fosse scoppiata una bombola di gas, e, subito dopo, tante piccoli boati, dovuti probabilmente alle bottiglie di vetro che erano all’interno del cassonetto. Sì perché – continuano i residenti – qui buttano di tutto, nonostante ci sia la campana per la differenziata a poche decine di metri dai raccoglitori incendiati. L’ignoranza delle persone porta a questo».
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Non a caso c’è chi parla di un atto violento per scoraggiare quanti, ogni giorno, accostano l’auto e buttano di tutto accanto ai cassonetti, dai sacchi dell’immondizia ai vecchi divani. Da quando il Comune di Quarrata, nel 2013, ha adottato il sistema di raccolta porta a porta, nella via di confine tra Barba e Bottegone si è creata una situazione paradossale. Da una parte della strada, quella di competenza quarratina, le famiglie sono chiamate a differenziare con gli appositi contenitori domestici. Dall’altra, sul fronte pistoiese, i residenti utilizzano ancora i classici cassonetti stradali (sistemati anche sul lato di Quarrata, dov’è avvenuta l’esplosione), perché il porta a porta non è ancora arrivato. Cassonetti spesso utilizzati abusivamente da quarratini di passaggio che hanno della spazzatura da scaricare e non hanno più a disposizione i classici contenitori per strada. Li chiamano “fubetti” dei rifiuti.
Per altre famiglie, invece, i rifiuti non c’entrano: i ripetuti incendi sono un grande rompicapo, un “mistero” da sciogliere. In molti, comunque, chiedono al Comune di Pistoia di posizionare una videocamera di sorveglianza nell’area dei raccoglitori stradali. Non solo: «Questa strada – sottolineano – è completamente al buio. L’amministrazione dovrebbe almeno mettere qualche lampione a tutela della nostra sicurezza».
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