Il Tirreno

Pistoia

Cervo muore dopo essere caduto nella piscina di un bed & breakfast

Tiziana Gori
La piscina in cui è stato trovato il giovane cervo (foto Gori)
◗
La piscina in cui è stato trovato il giovane cervo (foto Gori)

Pistoia, l'episodio è accaduto all'interno di una tenuta in collina. Due mesi fa un altro animale riuscì a salvarsi. Il parere dell'esperto

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. «Durante la pulizia mattutina delle sette l’animale non c’era. Quando siamo tornati alla piscina, tre ore dopo, era lì. Vicino alla scaletta, già morto». Per la seconda volta in poche settimane un cervo sceso dal bosco è caduto dentro la piscina di un’abitazione privata. Stavolta il finale non è stato lieto come due mesi e mezzo fa in via delle Gaine, quando un grosso cervo rimase intrappolato nella piscina di Villa Silvestrini e fu tratto in salvo dai vigili del fuoco, dopo essere stato sedato con un dardo al sonnifero.

I proprietari e gli ospiti della Tenuta di Pieve a Celle, ieri mattina, si sono trovati di fronte l’animale già morto, con le corna incastrate nella scaletta della piscina e il muso riverso all’ingiù nell’acqua. Nella ricostruzione dei fatti raccontata da Cesare Saccenti, che con la moglie Fiorenza Ravagnoli gestisce da venti anni la tenuta di Pieve a Celle, tutto è avvenuto in poco tempo. La tenuta di Pieve a Celle è una tipica struttura padronale risalente al 1850 trasformata in bed & breakfast. Intorno un immenso giardino di tigli, querce e cedri del Libano e un viale di cipressi dal cancello alla casa. Nonostante la vastità degli spazi il cervo si è avvicinato fino ad arrivare alla casa. «Credo fosse assetato - afferma Saccenti - il corpo era vicino al bordo della vasca. Purtroppo non c’era più niente da fare. Alla pulizia mattutina delle sette tutto era regolare. Poi, quando siamo tornati, intorno alle dieci, l’abbiamo trovato nell’acqua».

Un animale di dimensioni più piccole rispetto al cervo “monumentale” che il 27 maggio era rimasto intrappolato nella piscina di Villa Silvestrini, in via delle Gaine (traversa di Valdibrana) sulle colline alle porte di Pistoia. L’animale, impaurito, era stato alla fine addormentato con un dardo al sonnifero, imbracato e tirato fuori dai pompieri. Era intervenuto il responsabile del servizio Soccorso fauna selvatica della Provincia, il dottor Sandro Nicolosi, che dopo avergli sparato una siringa piena di narcotico con un fucile ad aria compressa, l’aveva fatto adagiare sul prato per controllarne le condizioni. Il grosso cervo era tornato nei suoi boschi, libero, poco dopo aver ripreso i sensi. Se è vero che gli ungulati (cervi, daini, caprioli) sono tutt’altro che uno spettacolo raro per gli abitanti delle colline, è quantomeno singolare che nell’arco di poche settimane due cervi siano caduti in altrettante piscine. Nonostante che Saccenti abbia prontamente chiamato i vigili del fuoco, al loro arrivo i pompieri non hanno potuto fare altro che tirarlo fuori dall’acqua e avvisare la Polizia municipale. «In venti anni - commenta Cesare Saccenti - non era mai successa una cosa del genere».

«Non è detto che si sia trattato di sete - afferma Giacomo Giromella, veterinario che per molti anni si è occupato di recupero della fauna selvatica - nei boschi e sulle nostre colline ci sono sorgenti d’acqua, non siamo ancora in una fase di siccità. E’ vero piuttosto che ci sono molti cervi, sono animali diffusi. E mobili. Si spostano, sono curiosi. Se avesse voluto solo abbeverarsi avrebbe allungato il collo, sistemandosi con le zampe vicino al bordo della piscina. In questo caso direi che ci è arrivato di corsa. Forse è stato colpito da un edema polmonare, forse è stato impaurito dal latrato dei cani. I cervi sono terrorizzati dall’abbaiare dei cani, può aver fatto una mossa avventata». Ma mentre il grosso cervo di via delle Gaine è riuscito a non affogare, questo non ce l’ha fatta. «Riescono a mantenersi a galla - spiega Giromella - se il fondale in genere non è superiore al metro e 80, 2 metri. Dipende anche dalla stazza dell’animale». In questo caso un cervo “subadulto”, ancora molto giovane.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino