Il Tirreno

Pistoia

Nel Parco delle Stelle per una passeggiata tra il sole e i pianeti

di Elisa Valentini
Nel Parco delle Stelle per una passeggiata tra il sole e i pianeti

Dopo anni di attesa, ecco l’inaugurazione tra i monti e le valli di Pian dei Termini del percorso progettato da Marco Cei

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SAN MARCELLO. Lassù, a mille metri di quota, dove il cielo e la terra si baciano, la magia dell’Universo è divenuta a portata di mano. E camminare fra un pianeta e l’altro, giocare a nascondino dietro una stella o sedersi sulla luna non è più un sogno da eterni bambini. Sabato 8 agosto alle 17, a Pian dei Termini, nel comune di San Marcello, si inaugura il Parco delle Stelle.

Dopo anni di impicci legati al regolamento urbanistico, che impedivano l’utilizzo dei 60.000 euro di finanziamenti ricevuti nel 2008 dalla Regione per le manifestazioni Galileiane, ai quali si sono aggiunti 40.000 euro dalla Fondazione Caripit e il cofinanziamento comunale, il parco si è finalmente concretizzato nei campi adiacenti l’osservatorio astronomico gestito dal Gruppo astrofili.

Lassù, dove la vista spazia su monti e vallate, natura, astrologia e arte formano un tutt’uno, secondo l’idea del progettista Marco Cei.

Si parte da Gavinana per imboccare la strada verso Pratorsi, da quest’estate anche “trekking planetario”. A 2,4 chilometri di distanza (che nella realtà sarebbero 4.504.000.000) dal Sole, il nostro traguardo, c’è il primo pannello dedicato a Urano. Proseguendo si trovano Saturno, Giove, la fascia degli asteroidi, Marte. All’ingresso nel parco, ci si imbatte in qualcosa familiare: la Terra. Dunque Venere, Mercurio e la “piattaforma sole”: 7 metri di diametro. Qui si può sostare o scendere a piedi nelle orbite, otto tagli leggeri nel prato, delimitati da pianeti-fioriere. È il Giardino del Sole dell’artista Andrea Dami. «Cemento e ceramiche per un Sole colorato e luminoso – spiega Cei – il siderale metallo per i pianeti».

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Castagni e larici prelevati dalla foresta del Teso compongono le “Portatrici di stelle” dell’artista Silvio Viola. C’è la luce come elemento del cosmo, di varie forme, realizzate con rami intrecciati e verniciate di bianco che si accende al contrasto col cielo. E c’è la vita: alberi decorticati come viandanti. Un viaggio simbolico per omaggiare la donna, che porta per nove mesi nel grembo materno la vita per poi darla alla luce.

Ma questo parco è ancora di più. «Un’opera fortemente sostenuta dall'amministrazione – spiega l’assessore comunale alla Cultura, Alice Sobrero – Il valore va oltre il progetto e il richiamo turistico, ma è esempio concreto di integrazione sociale. Siamo riusciti a coinvolgere tanti soggetti ed associazioni della nostra piccola realtà e hanno collaborato i migranti richiedenti asilo, provenienti da Pakistan, Gambia, Guinea Bissau, Nigeria, Bangladesh. Per due volte a settimana ci incontravamo, quando per intrecciare i rami, quando per lucidare il Sole o piantare i fiori. Un’occasione per capire chi siamo, i nostri valori, che cosa significa solidarietà, condivisione e reciproco scambio di conoscenze attraverso il lavoro collettivo. Il sindaco Silvia Cormio rilascerà a ciascuno una pergamena che riconosce la loro partecipazione».

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