Il Tirreno

Pistoia

SOTTO ACCUSA IN PROCURA NON È LA GIOSTRA

di MASSIMO DONATI

di MASSIMO DONATI Giostra sì, giostra no. Un anno di polemiche, di botta e risposta, tra chi giudica questa manifestazione – a dire il vero inventata, così com’è, dal nulla, nel “recente” 1947...

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di MASSIMO DONATI

Giostra sì, giostra no. Un anno di polemiche, di botta e risposta, tra chi giudica questa manifestazione – a dire il vero inventata, così com’è, dal nulla, nel “recente” 1947 – anacronistica in un mondo sempre più dalla parte degli animali, e chi invece vuole salvaguardare una tradizione tutto sommato ancorata nel cuore di tanti pistoiesi e che – e non guasta – riesce ad attirare ogni volta in piazza del Duomo tanti turisti e i loro portafogli. Ma l’inchiesta che la procura ha concluso proprio nei giorni in cui si annuncia un referendum tra i cittadini, ben poco a che fare con l’opportunità di mantenere o meno in vita il palio dei rioni, che rimanga così com’è o che muti le sue regole, che continui a vedere l’impiego di cavalli in carne ed ossa oppure, per buona pace degli animalisti, di destrieri meccanici, come qualcuno all’indomani della tragica edizione del 2014 era arrivato ad auspicare. L’intento del magistrato è stato soltanto quello di appurare se la legge è stata rispettata, se chi di dovere abbia fatto tutto ciò che gli competeva per non mettere inutilmente in pericolo cavalieri e cavalli. Nel rispetto del codice penale. E le ipotesi di reato che alla fine vengono contestate ai sei indagati sono assai circoscritte rispetto alle accuse urlate a gran voce dei tanti che inizialmente puntavano il dito contro la Giostra dell’Orso nel suo complesso. Ogni decisione sul futuro della manifestazione non verrà certo presa a palazzo di giustizia, ma nelle stanze che sull’anello della storica competizione si affacciano dall’altra parte di piazza del Duomo.

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