Il Tirreno

Pistoia

L’uomo nega di aver sfregiato la compagna

L’uomo nega di aver sfregiato la compagna

Detenuto nel carcere di Pistoia, beneficia di permessi premio, è accusato di lesioni e maltrattamenti

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PISTOIA. «Non è vero. Non le ho fatto nulla . Andate pure a controllare i filmati delle telecamere che si trovano nella zona». Luciano Mazzara, il cinquantasettenne accusato di aver sfregiato la trentunenne convivente, un attimo prima di varcare il portone del carcere di Pistoia dove lei lo aveva accompaganto dopo un permesso premio di una settimana, sembra che sia cascato dalle nuvole quando gli investigatori lo hanno informato di quanto denunciato poco prima dalla sua convivente. Una denuncia raccolta dai poliziotti di una volante che transitando davanti al carcere hanno visto la donna seduta in macchina con le mani insanguinate sul volto. La frase, diretta a tentare di scagionarsi, del cinquantasettenne, che è detenuto perché condannato per un traffico di stupefacenti e che sulla propria fedina penale ha anche una condannata di venti anni fa per aver esploso e ferito con un colpo di pistola l’allora moglie, non ha certo ammorbidito le conclusioni del sostituto procuratore della Repubblica, Luciano Padula nella sua relazione al giudice di sorveglianza. La donna è stata refertata al pronto soccorso con dieci giorni di prognosi. Le ferite al volto si sono rivelate molto meno gravi di quanto siano apparse in un primo momento anche se resta da capire se le resterà lo sfregio sul volto.

Luciano Mazzara è accusato di lesioni e la donna, che da tempo veniva minacciata, lo ha messo nero su bianco. Ogni due mesi di detenzione il cinquantasettenne aveva diritto ad una settimana di permesso premio. Ed ogni volta era un calvario per la compagna che, ha denunciato, veniva minacciata anche di morte. Di qui la decisione di lasciarlo. Decisione che deve aver cercato di dirigli anche mentre lo accompagnava per l’ennesima volta al carcere e che ha spinto l’uomo a sfregiarla.

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