Dopo l’assoluzione pronti a chiedere i risarcimenti
Pistoia, finito un incubo per i sei ex ispettori di Publicontrolli licenziati e poi accusati di assentesimo. E in consiglio comunale c’è chi invita a chiedere scusa per i giudizi affrettati
PISTOIA. La loro vita si era fermata cinque anni fa, quando arrivarono, prima, la perdita del lavoro e, poi, il rinvio a giudizio. Adesso, con la sentenza di assoluzione, anche se soltanto in primo grado, per i sei ex ispettori di Publicontrolli è arrivato il momento del riscatto. Per ora, con il cadere delle accuse di truffa ai danni dello Stato e di peculato, davanti all’opinione pubblica, ma presto anche davanti alla giustizia. I loro avvocati stanno aspettando le motivazioni della sentenza del tribunale di Pistoia per decidere su quali fronti avviare eventuali cause: da quello del giudice del lavoro per quanto riguarda i licenziamenti a quello civile e penale per i risarcimenti.
Ad essere messi sulla graticola per cinque anni sono stati Andrea Bagni, 59 anni, di Agliana, e Lorenzo Bicci, 38, Vento Capecchi, 36, Gionata Luchetti, 37, Vincenzo Montefusco, 47, e Marco Valdiserri, 38 anni, tutti di Pistoia. I sei sono stati assolti perché il fatto non sussiste. Secondo la procura si sarebbero ripetutamente assentati dal lavoro utilizzando parte del tempo dell'orario lavorativo per attività ricreative o personali, utilizzando inoltre le auto dell’azienda per motivi personali, diversi da quelli istituzionali. Giovedì scorso il giudice Luciano Costantini non ha accolto le richieste di condanna a nove mesi di reclusione per quattro dei sei imputati avanzate dal pubblico ministero Giuseppe Grieco. A prevalere nella convinzione del giudice è stata evidentemente la tesi degli avvocati difensori: Daniele Vecchi, Veronica Giovannetti, Ettore Nesi, Vanessa Luperi, Giacomo Passigli ed Elisabetta Vinattieri.
«Finalmente i nostri assistiti hanno avuto giustizia – spiega l’avvocato Giovannetti – sgravati dopo cinque anni dall’onta dell’assenteismo. Abbiamo dimostrato durante il processo che si sono recati sempre dagli utenti, anche attraverso la corretta lettura dei documenti in mano alla stessa pubblica accusa, che erano stati male interpretati».
I sei erano accusati di non svolgere i controlli alle caldaie degli impianti di riscaldamento loro affidati a inizio mattinata. In realtà a casa degli utenti ci andavano, ma i controlli che poi potevano effettuare realmente erano solo un paio al giorno, a causa della malaorganizzazione aziendale: per colpa della banca dati che non ha mai funzionato a dovere, o i proprietari non c’erano, o gli impianti erano esenti, o avevano già provveduto con l’atucertificazione...
Una malaorganizzazione che loro stessi, stanchi di non poetr svolgere il proprio lavoro, a partire dal 2004 avevano ripetutamente denunciato con lettere inviate all’azioenda, alla Provincia, al Comune, alla procura. Per poi trovarsi sotto accusa.
L’assoluzione dei sei ex ispettori è stata oggetto di dibattito anche nel consiglio comunale di lunedì pomeriggio, stimolato dal consigliere Alessandro Tomasi, di Pistoia Domani, che ha chiesto a coloro che negli anni hanno espresso giudizi affrettati, senza attendere la decisione del giudice, di porgere le loro scuse alle sei persone coinvolte nella vicenda. «Chi risarcisce queste persone? Cosa intende fare Publicontrolli rispetto alla sentenza? Alcuni tratti della vicenda sono vergognosi» ha sottolineato Tomasi, leggendo anche un passaggio del verbale di consiglio comunale in cui l’allora assessore Lucchesi esprimeva parole di condanna sull’accaduto. Indignazione è stata espressa anche da Bartolomei, di Pistoia Futura, che ha chiesto di «restituire dignità» agli ex dipendenti. (m.d.)
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