Il Tirreno

Pistoia

Funzionario indagato, archiviate le accuse

Maltrattamenti all’asilo Magico Bosco, non vi furono omissioni da parte di Alessandro Landini

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QUARRATA. Non solo, benché generiche, il funzionario comunale aveva ascoltato con interesse le lamentele di quella mamma, ma l’aveva anche sollecitata a formalizzarle nero su bianco, in modo da poter poi procedere ad un controllo. Anche per questo, accogliendo la richiesta avanzata dalla stessa procura, la gip del tribunale Patrizia Martucci ha archiviato le accuse di concorso in maltrattamenti e omissione o rifiuto di atti d'ufficio che pendevano nei confronti di Alessandro Landini, dirigente del Servizio pubblica istruzione del Comune di Quarrata, coinvolto nell’inchiesta per le violenze di cui sarebbero stati vittime sei bambini ospiti dell’asilo “Magico Bosco”, per le quali, in tribunale, è in corso il processo contro la titolare, Anna Laura Scuderi, la maestra già condannata in via definitiva e messa in carcere per i maltrattamenti al nido Cip Ciop di Pistoia.

Le vicende dell’asilo quarratino risalgono al 2007-2009. Landini era già stato indagato due anni e mezzo fa. Allora era accusato del reato di maltrattamenti in concorso in relazione all'articolo 40 del codice penale, in base al quale non impedire un evento che si ha l'obbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo. Il pm aveva poi chiesto e ottenuto l’archiviazione. Iniziato il processo contro Anna Laura Scuderi, in seguito alla testimonianza di una mamma di uno dei bambini che sarebbero stati maltrattati, il pm, questa volta Giuseppe Grieco, aveva nuovamente indagato Landini, chiedendo poi, finite le indagini, ancora una volta l'archiviazione.

Contro tale richiesta, c'è stata l'opposizione da parte dell’avvocato dei genitori, Giulio Canobbio. In seguito all’udienza per decidere se accogliere o meno la richiesta, in base alla memoria dell'avvocato Canobbio, la gip ha sì ritenuto che non ci siano gli estremi per procedere per il reato di concorso in maltrattamenti, però ha ordinato al pm di indagare su quello di rifiuto di atti d'ufficio, per verificare se, cioè, Landini fosse venuto a conoscenza di ciò che avveniva all’asilo e ciononostante non avesse denunciato il fatto.

Il pm ha perciò sentito nuovamente la mamma che aveva deposto nel processo. E dalla testimonianza sono emersi ulteriori elementi che escludono una qualsiasi forma di responsabilità da parte del funzionario: la donna ha dichiarato che Landini le aveva chiesto di mettere per iscritto le sue lamentele contro il Magico Bosco, ma che lei non lo aveva fatto; e ha evidenziato come, tale formalizzazione delle lamentele, sarebbe stato il presupposto necessario per l’attivazione dell’ufficio comunale.

Il pm, nel ribadire la propria richiesta di archiviazione, ha ricordato anche che la mamma si era limitata a rappresentare al Landini «una situazione priva di connotazioni specifiche e meno che mai che potesse portare ad ipotizzare anche nella peggiore delle ipotesi, dei maltrattamenti. La donna aveva parlato di cattiva gestione e maleducazione di chi gestiva l’asilo, affermando che “mi facevano aspettare un sacco di tempo prima di aprire, mia figlia piangeva sempre e non mi cresceva, per cui volevo cambiare asilo».

Il pm ha inoltre spiegato come il funzionario abbia cercato «di attivare il presupposto per poter agire ed effettuare un controllo sulla struttura. Controllo che necessitava non solo di un qualche presupposto formale ma anche di un “obiettivo”: di fronte alla segnalazione generica della signora ci si chiede cosa avrebbe dovuto “cercare” di irregolare il Landini».

Massimo Donati

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