Il Tirreno

Pistoia

Amianto, Anmil vuole controlli gratis per gli ex esposti

Valentina Vettori
Una manifestazione dei lavoratori di AnsaldoBreda davanti alla fabbrica (foto Gori)
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Una manifestazione dei lavoratori di AnsaldoBreda davanti alla fabbrica (foto Gori)

La sorveglianza sanitaria oggi c’è ma è a pagamento. Tra gli obiettivi anche un osservatorio provinciale

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PISTOIA. Primo incontro fra la neonata Commissione tecnica malattie professionali dell’ Anmil (Associazione mutilati e invalidi del lavoro) con i delegati sindacali e per la sicurezza e i membri della commissione amianto di AnsaldoBreda.

Tre i temi fondamentali che la Commissione tecnica - coordinata da Daniele Manetti e formata da Floriano Frosetti, Alessandro Grassini, Giuseppe Fanciullo, Lido Berti e Paolo Zara - ha presentato durante l’incontro. In primo luogo, istituire a livello provinciale un osservatorio che sia in grado di delineare un quadro chiaro della situazione, sia per quanto riguarda il monitoraggio dei lavoratori ex esposti, sia per sollecitare l'Inail sull'aggiornamento delle tabelle riguardanti le malattie professionali correlate all'amianto.

A oggi - ricorda infatti la commissione tecnica Anmil - le malattie professionali riconosciute dall'Inail sono mesotelioma, tumore polmonare, asbestosi e placche pleuriche. Mentre il tumore alla laringe, quello alle ovaie e quello all'intestino, pur avendo ottenuto il riconoscimento dell'Organizzazione mondiale della sanità come amianto-correlate, non sono ancora state inserite nelle tabelle Inail, e dunque non riconosciute come malattie professionali.

Secondo punto, garantire la sorveglianza sanitaria gratuita a tutti gli ex esposti - attualmente esiste, ma è a pagamento - che vogliano sottoporsi a controlli continuativi e approfonditi sulla loro condizione di salute, puntando a potenziare i servizi che attualmente svolge la Medicina del lavoro di Siena. Infine, terzo punto, organizzare entro la fine dell'anno un convegno a livello nazionale, con la presenza del senatore Felice Casson, tra i primi fautori del Piano nazionale amianto. Il documento è stato elaborato in Conferenza Stato-Regioni, ma è ancora in attesa di approvazione dopo il blocco del Ministero dell'economia per mancanza di fondi sufficienti.

Le proposte sono state condivise da Tiziano Fabbri, Marco Fontana e Daniele Ferri, rappresentanti Rsu, Rls e commissione amianto dell'azienda di via Ciliegiole, che si sono detti disponibili a collaborare con l'Anmil. Come sottolinea Tiziano Fabbri (Ugl), i lavoratori AnsaldoBreda sono ancora in prima linea sul problema amianto. Il recente ritrovamento di alcuni pezzi di amianto sepolti all’interno dell’area dello stabilimento, e – più ancora – la bonifica decisa lo scorso anno dopo la scoperta di tracce di amianto in un capannone, dimostrano che il fantasma della sostanza killer continua ad aggirarsi per la fabbrica di via Ciliegiole, anche oggi a distanza di oltre vent’anni dalla fine delle lavorazioni. «La questione primaria resta trovare una soluzione per tutti quei lavoratori che sono stati esposti all'amianto durante gli anni dello smantellamento del tetto in eternit dello stabilimento, e che non hanno ottenuto alcun riconoscimento in termini di ricalcolo pensionistico, ma vivono con il timore di potersi ammalare».

«Il nostro obbiettivo - prosegue Fontana, Fim - è duplice. Da una parte lavorare, con il sostegno delle istituzioni, al riconoscimento dell'esposizione nel triennio 1986-89 della rimozione del tetto, mentre dall'altra riuscire a poter garantire agli ex esposti un'assistenza sanitaria a tutto tondo».

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