Il Tirreno

Pistoia

festival 2015

Imprese e ambulanti dicono no grazie al mercatino del Blues

Eleonora Ferri
Imprese e ambulanti dicono no grazie al mercatino del Blues

Pistoia, non è piaciuta la nuova formula della Fiera promozionale: saranno appena 39 i banchi ospitati in piazza Spirito Santo

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PISTOIA. Il bando per partecipare al vecchio mercatino del Blues, quest’anno trasformato dall’amministrazione comunale in Fiera Promozionale, è andato quasi deserto. Saranno 39 i banchi presenti, e tutti collocati in piazza dello Spirito Santo. Mentre le altre due location previste – quella di piazza San Francesco e quella di via Curtatone e Montanara – rimarranno vuote.

Una scelta obbligata, dato il numero molto basso di commercianti, imprese e produttori agricoli ammessi a partecipare. I posti messi a disposizione dal bando pubblico erano 143, ma le richieste arrivate per prendere parte alla fiera sono state solo 56. Di queste poi, ne sono state ammesse dall’amministrazione comunale soltanto 39.

La Fiera Promozionale che accompagnerà il festival Blues di quest’anno, quindi, si svolgerà nei cinque giorni previsti (dal 17 al 19 luglio e il 21 e 24 luglio) dalle 16 alle 2 di notte, ma soltanto in piazza dello Spirito Santo, con 39 banchi.

Quest’anno, l’amministrazione comunale ha scelto di fare una Fiera Promozionale con l’obiettivo di “promuovere i luoghi, i prodotti tipici e l’artigianato tradizionale del territorio”. Erano ammessi a partecipare i commercianti su aree pubbliche, i produttori agricoli e i soggetti regolarmente iscritti al registro delle imprese. Fra i documenti da presentare c’era anche il Durc, l'attestazione dell’assolvimento, da parte dell'impresa, degli obblighi legislativi e contrattuali nei confronti di Inps, Inail o Cassa Edile.

Lo scorso anno il mercatino, con la vecchia formula, aveva visto la partecipazione di 102 ambulanti, ed era stato caratterizzato dalle proteste dei partecipanti, soprattutto per quanto riguardava la dislocazione delle aree che ospitavano la tre giorni. Dopo la bufera dello scorso anno, la nuova formula introdotta non sembra aver fatto, già fin dall’inizio, presa su commercianti e imprese.

«Fra i motivi per cui in molti hanno scelto di non partecipare c’è la scelta lodevole che ha fatto l’amministrazione, quella cioè di far lavorare chi è regolare: al vecchio mercatino partecipavano molti soggetti “abusivi”, senza partita iva e non iscritti a Inps o camera di commercio – spiega Maurizio Innocenti, presidente provinciale di Confesercenti – Un altro motivo potrebbe essere ricondotto alla decisione di fare la Fiera in zone del centro considerate meno appetibili. Ma anche la crisi generale: le aziende vivono un momento di sofferenza escelgono di partecipare ad attività dove vedono un guadagno più sicuro».

Per i cinque giorni di mercatino era previsto il pagamento del suolo pubblico, per un ammontare pari a 130 euro, da effettuare entro l’8 luglio: molti degli ammessi al bando (in tutto 51) non hanno però versato la cifra in tempo, e questa sembra essere stata la maggiore causa d’esclusione dal bando.

«Il prezzo non era neanche alto – spiega Stefano Bigagli, della Confartigianato di Pistoia – Ad aver scoraggiato la partecipazione potrebbe essere stato il bando, non molto semplice agli occhi delle imprese per i requisiti che richiedeva».

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