Il Tirreno

Pistoia

La rabbia dei dipendenti «Occupiamo la Provincia»

di Valentina Vettori
La rabbia dei dipendenti «Occupiamo la Provincia»

La decisione dell’assemblea di piazza San Leone di fronte al rischio collasso «Nessuna garanzia di poter intervenire su scuole o strade, mancano i soldi»

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PISTOIA. La Provincia di Pistoia è un ente al collasso che, da settembre, non riuscirà più a fornire i servizi fondamentali ai cittadini.

Non ci sono soldi per garantire il servizio di trasporto scolastico per i ragazzi disabili. Così come scarse sono le possibilità che le risorse siano sufficienti per gestire in maniera adeguata gli edifici scolastici, dai lavori di ristrutturazione – per cui mancherebbero i soldi anche per sistemare l’intonaco – alla fornitura del riscaldamento nelle aule.

Mancano i fondi per tagliare l’erba al bordo delle strade – già in questo periodo il servizio copre appena il 10% delle richieste che arrivano – e per il prossimo inverno non sarà possibile effettuare il servizio di spalatura neve e ripulitura del manto stradale.

I servizi dei centri per l’impiego in tutti i comuni, già da agosto, verranno notevolmente ridotti perché i contratti a tempo determinato dei 40 dipendenti stanno giungendo a termine e non verranno rinnovati. Non perché non ci siano soldi – i loro stipendi, infatti, sono pagati grazie a fondi europei –, ma perché la Provincia di Pistoia, al 31 dicembre 2014, ha sforato il patto di stabilità imposto dal governo e, dunque, è andata incontro a forti sanzioni, tra cui l’impossibilità di rinnovare i contratti ai dipendenti precari.

Come se non bastasse, da settembre verrà innalzata la tassa della Rc auto per far fronte al pagamento del debito della Provincia. Per i cittadini, dunque, più tasse e meno servizi.

«Siamo pronti a tutto pur di far conoscere la situazione che l’ente sta attraversando – dice Andrea Mucci, rappresentante Rsu. A breve organizzeremo un’assemblea serale e a metà luglio procederemo con l’occupazione della sede della Provincia».

Il voto favorevole a maggioranza è arrivato durante l’assemblea del personale svoltasi a palazzo Baly. «Siamo un ente spogliato di risorse ma con ancora tanti compiti – spiega Micaela Riccilucchi, polizia provinciale –, ma non sappiamo che fine faremo, perché per i nostri contratti non esiste il riposizionamento in altri enti. Già adesso – prosegue – molte funzioni del corpo della polizia provinciale stanno sparendo».

L’ultima spiaggia che si delinea all’orizzonte per trovare una soluzione alla fase di pre-dissesto dell’ente è l’incontro in Conferenza Stato-Regioni, previsto fra 10 giorni. L’attuale amministrazione, con il sostegno degli onorevoli pistoiesi Caterina Bini ed Edoardo Fanucci, chiederà di accogliere una serie di emendamenti volti ad alleggerire i tagli e le sanzioni imposte dal governo e rimuovere la clausola che impedisce all’ente di prolungare i contratti dei precari nei centri per l’impiego, almeno fino al 31 dicembre. È l’unica soluzione per favorire nel frattempo il riassorbimento di parte dei dipendenti provinciali in Regione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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