A rischio la stagione del rifugio Tappa Gea
Pracchia, è ancora inutilizzabile. Tomasi: l’amministrazione escluda che lo userà per i migranti
PRACCHIA. «Gli escursionisti ci telefonano in continuazione per la Tappa Gea ma, purtroppo, dobbiamo rispondere che la struttura è inutilizzabile e che il problema non dipende da noi».
Nonostante la Pro Loco di Pracchia abbia vinto il bando per la gestione del rifugio Tappa Gea più di dieci mesi fa, aggiudicandosi i locali di proprietà del Comune di Pistoia per il periodo che va dall’ottobre 2014 alla fine del 2017, la struttura ricettiva della frazione montana resta ancora oggi inagibile. «Colpa del Comune che – precisano dalla Pro Loco - non ha realizzato i dovuti interventi per l’agibilità, anche se – fanno notare – i locali sono diventati improvvisamente agibili per le votazioni regionali del 31 maggio scorso». A sollevare la questione “Tappa Gea” è il consigliere d’opposizione Alessandro Tomasi, gruppo Pistoia Domani, che ha già pronta un’interrogazione urgente per chiarire la natura dei ritardi nella firma del contratto e per sapere «se l’amministrazione è in grado di escludere che questa struttura venga dedicata all’accoglienza dei profughi». «Di questi tempi – spiega Tomasi – è bene precisare le cose perché, se così fosse – continua sull’ipotesi “migranti” – in futuro al danno per Pracchia, e per la Pro Loco che lotta per far vivere il paese, si aggiungerebbe la beffa».
L’associazione ha infatti deciso di farsi carico del rifugio proprio per restituire alle famiglie e ai tanti gruppi che frequentano l’Appennino toscano, il servizio. «Per noi – spiegano dalla Pro Loco – non c’è alcun guadagno». Anzi, finora ci sono state solo spese, «come la caparra da 500 euro e l’assicurazione annuale obbligatoria prevista dal bando, da 150 euro. Nella struttura – continuano– oltre a esserci camere, bagno, sala e un grosso disimpegno, c’è anche una palestra (sotto) su cui il Comune sarebbe dovuto intervenire. Abbiamo inoltre segnalato la necessità di effettuare dei lavori sulle tubature del gas dopo aver sentito uno strano odore». Mercoledì scorso l’associazione ha telefonato agli uffici comunali per chiedere spiegazioni sui mancati interventi. «Ci hanno detto – raccontano - che metteranno i soldi in bilancio, ma anche che ancora il bilancio non è stato approvato». La stagione estiva, dunque, è a rischio. «Questo – sottolinea Tomasi – è aiutare la montagna?». Il Comune, informa il consigliere, non ha provveduto a fare il sopralluogo per verificare le condizioni dello stabile prima dell’affidamento. Il risultato sono dieci mesi di vana attesa e una struttura inutilizzabile.
Beatrice Faragli
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