Nella terra delle discariche assediati dai rifiuti dei vicini
Pistoia: tra poltrone sfondate, sedie di plastica, seggiolini per bambini e carene di barche, sono almeno una decina i punti frequentati dai “furbi” orfani dei cassonetti
PISTOIA. Secchi di vernice, paraurti, frigoriferi, materassi, porte e poltrone. Tutto ammassato lungo via Maggiatica, a Masiano, dove da settimane c’è un’enorme discarica abusiva. Pochi metri dopo, abbandonati accanto ai cassonetti, ci sono scarti industriali d’ogni sorta, tettoie e sacchi dell’immondizia. Qui qualcuno ha lasciato anche un vecchio water.
Questa la situazione l'ultima settimana di giugno. Lo precisiamo perché le condizioni delle discariche cambiano di giorno in giorno: di solito aumentano, a volte invece, caso più raro, diminuiscono col passaggio degli addetti di Publiambiente.
Per i cittadini che vivono vicino alle aree sommerse dai rifiuti, è sempre la stessa storia. Ci vogliono molta pazienza e altrettanta sopportazione, come insegna Angela Ciaramella, residente di via Vecchia Fiorentina, Bottegone, che è rimasta per quaranta giorni con quintali di immondizia, uno scheletro di barca, materassi e secchi di acido a pochi metri dal portone di casa. A sguazzare in mezzo a cotanta meraviglia (almeno per loro), decine di topi.
La donna - così ci spiegava lunedì 22 giugno - ha chiamato i vigili, l’Asl, Publiambiente e persino i carabinieri. Ma nessuno è venuto a toglierle quello scempio dalla strada, finché, martedì, la vergogna è diventata di dominio pubblico. Ciaramella ha infatti denunciato la longeva discarica dalle pagine del Tirreno e, qualche ora più tardi, sono passati a ripulire. Senza però igienizzare l’area, quindi da giorni la donna butta secchi d’acqua sull’ex distesa di immondizia per togliere l’odore nauseabondo che emana il terreno. Quelle di via Vecchia Fiorentina e di via Maggiatica sono solo due fettine della torta sfornata dagli incivili, che a Pistoia scaricano di tutto, in barba al senso civico, alle multe inasprite e alle microcamere – 4 in tutto – che vengono posizionate, a girare, sul territorio pistoiese.
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Nonostante il Comune stia tentando di correre ai ripari, il problema delle discariche abusive non sembra diminuire. Basta infatti attraversare via Bonellina e, al di là dell’Ombrone, in via dei Pardi, di nuovo poltrone, avanzi della cena con tanto di utensili per prepararla, come un coltello mezzaluna, e sedie di plastica abbandonate accanto ai cassonetti.
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Si prosegue: in via di Bargi una famiglia ha scaricato un seggiolino auto per bambini. Accanto, ci sono dei vecchi televisori.
“Niente” in confronto a quello che si trova subito dopo, direzione Serravalle. In via di Montechiaro, al confine con il comune serravallino appunto, vicino ai cassonetti hanno lasciato due carene di barca e i soliti sacchi colmi di immondizia. Non va meglio spostandosi di qualche chilometro. In via Lungobrana, Badia a Pacciana, c’è un’enorme discarica abusiva intorno ai cassonetti stradali. Sul divano, un tempo protagonista indiscusso del salotto di casa, niente più pisolini. È lì abbandonato insieme a un vecchio lavandino, ai televisori, a una fotocopiatrice, ai soliti frigoriferi e ai resti delle lavorazioni artigianali.
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In un breve giro per le vie pistoiesi, abbiamo contato almeno dieci punti caldi sul fronte degli scarichi abusivi. Ma le segnalazioni arrivano da molte più zone, come quelle di Spazzavento e Le Pozze.
Le più colpite restano le strade al confine con gli altri Comuni, che già da tempo hanno adottato il sistema di raccolta porta a porta.
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Con il regime della differenziata, e con la conseguente sparizione dei raccoglitori stradali, i furbetti di turno finiscono per accanirsi sul primo cassonetto disponibile. L’inciviltà della gente è certamente all’origine del problema, però tenere per quaranta giorni discariche enormi vicino alle case, nonostante le segnalazioni, com’è successo a Angela Ciaramella, di certo non aiuta. Anche perché la spazzatura chiama altra spazzatura.
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