Il presidio
Morto l’ex procuratore Tindari Baglione
Aveva 72 anni e in città il suo nome è rimasto legato al processo Breda. Il ricordo della Camera penale pistoiese
PISTOIA. Si è spento a Firenze a 72 anni, dopo una lunga malattia, Tindari Baglione, attuale procuratore generale della Corte d’appello della Toscana e per cinque anni, dal 2000 al 2005, procuratore capo a Pistoia, dove aveva curato l’inchiesta e il processo sulle morti per l’amianto alla Breda.
La sua lunga carriera di magistrato era iniziata nel 1970 con l’incarico di giudice del Tribunale di Nuoro. Nel curriculum di Baglione molti casi importanti, tra cui l’accusa sostenuta nel processo Imi-Sir e nel giudizio su Bruno Contrada. Si è occupato, anche se in maniera marginale, del processo a Pietro Pacciani. «Ho appreso con dolore della scomparsa di Tindari Baglione - scrive l’avvocato Andrea Niccolai anche a nome della Camera Penale di Pistoia - Ci ha lasciato prima di tutto un amico e poi un magistrato di grande valore. La stima reciproca era cresciuta prima nelle aule della Corte d’Appello di Firenze dove fu a lungo sostituto, e poi era maturata a Pistoia dove è stato dal 2000 al 2005 procuratore capo. È stato un magistrato colto, appassionato ma soprattutto con un radicato senso della giurisdizione, di cui riteneva l’avvocato parte indispensabile. Era dotato di una umanità non comune e di una personalità prorompente. Ha sempre mantenuto rapporti ottimi con l’avvocatura perchè era chiaro, diretto e leale. Un magistrato che non dimenticherò e che non dimenticheremo. La Camera Penale partecipa al cordoglio per la sua scomparsa». (t.g.)
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