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Impianti di risalita a rischio se la Regione non li aiuta
Grido di allarme che sa di ultimatum se non arrivano i tre milioni promessi Danti: «A pesare sulle società sono i mutui fatti per innovare i macchinari»
PISTOIA. Se la Regione non darà in tempi brevi la garanzia di un sostegno annuale, gli impianti di risalita dell’Abetone rischiano di non riaprire per l’inverno. Suona come un ultimatum quello lanciato dalle società d’impianti che non riescono più a far fronte agli ammortamenti per gli investimenti fatti in passato. A determinare sconcerto è soprattutto l’incertezza sulla liquidazione, e relativi tempi, dei 3 milioni di euro promessi lo scorso anno dalla Regione, che avrebbe dovuto erogarli in due tranche da 500mila euro per il 2014 e 2,5 milioni di euro per il 2015. «Il problema principale – spiega il sindaco di Abetone, Giampiero Danti – è di garantire in modo definitivo la stabilità delle società degli impianti. Occorre che la Regione eroghi a questo settore 3 milioni l’anno per i prossimi 4 o 5 esercizi. La gestione pura è attiva, ma non si riesce più a far fronte ai mutui che le società si ritrovano sulle spalle per le decine e decine di milioni investiti in passato per realizzare impianti di risalita e di innevamento di cui beneficia tutta la montagna. Questo settore, fra dipendenti e indotto, dà lavoro a 2mila persone. In 5 anni gran parte dei mutui andrebbero in scadenza, e poi le società potrebbero camminare da sole, ferma restando la partecipazione del pubblico alle spese più elevate di funzionamento, come la battitura piste. Non è giusto che le società se le sobbarchino per intero». In questa incertezza, diverse società non hanno ancora reso note le aperture estive degli impianti. La Slittovia ha collocato 4 dipendenti su 6 in cassa integrazione. «Il mio appello è di fare uno sforzo e tenere aperto per l’estate – aggiunge Danti – occorrerà trovare una forma gestionale più sinergica fra le società per conseguire importanti risparmi. Ma se la nuova amministrazione regionale non dovesse acconsentire alle nostre richieste, si aprirebbe uno scenario drammatico che non voglio nemmeno immaginare». «Concentrarsi sulla stagione estiva è un palliativo del vero problema, che riguarda tutte le Regioni a statuto ordinario – fa eco Andrea Formento, amministratore delegato di Slittovia – nelle attuali condizioni, 2mila persone rischiano di restare senza lavoro. Ponemmo il problema lo scorso autunno e niente è cambiato. Da anni tutte le società, dalla Ximenes per attraversare tutto il comprensorio abetonese, hanno i bilanci in perdita e non è più sostenibile mantenere in piedi queste strutture. Ora o mai più è il momento di una svolta: chiediamo con urgenza alla Regione azioni concrete per un sostegno ai pesanti investimenti fatti e per arrivare ad un nuovo modello gestionale in cui il pubblico faccia la sua parte, come nelle Regioni a statuto speciale. Gli impianti di risalita dovrebbero essere considerati trasporto pubblico, essendo un servizio di valenza pubblica». «Abbiamo già programmato l’attività estiva dell’Ovovia e la rispetteremo – spiega Rolando Galli, presidente di Saf – ma ci sono grandi difficoltà: con l’attuale sistema, le società d’impianti sostengono l’80% degli investimento globali del comprensorio, per beneficiare solo per il 20% delle ricadute. Il tutto, subendo la concorrenza sleale delle stazioni nelle Regioni a statuto speciale dove si è potuto contare sul sostegno del pubblico negli investimenti dagli impianti alla viabilità agli alberghi».
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