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Pistoia

Affitto sicuro, forfait dei proprietari, nessuna adesione

Cinquanta famiglie quarratine hanno chiesto di poter prendere in affitto case a canone dimezzato rispetto a quello di mercato, così come previsto dal progetto sperimentale “affitto sicuro” presentato lo scorso marzo dal Comune. Il problema è che mentre gli aspiranti affittuari hanno colto al volo l’occasione, i proprietari di immobili hanno dato forfait. Nessuno infatti ha risposto all’avviso pubblico aperto tre mesi fa, nonostante alcune «condizioni vantaggiose del progetto» ricorda l’assessore al sociale Stefano Lomi, come l’Imu sulla seconda casa sospeso per tre anni e un introito garantito (seppur per metà) dalla Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia e della Banca di credito cooperativo di Vignole e della Montagna pistoiese. In questo momento dunque, ci sono cinquanta famiglie in attesa di una risposta e zero immobili a disposizione. Il doppio avviso aperto a marzo – uno per i candidati locatari, l’altro per i proprietari – ha dato esiti opposti. E senza l’incrocio della domanda e dell’offerta, l’inedito progetto non può partire. Adesso l’amministrazione ci riprova dando avvio a una nuova ricerca, che resterà aperta fino al prossimo 31 dicembre. La “caccia” è su 15 immobili, corrispondenti ad altrettanti contratti previsti, ovvero il numero massimo concesso dalle garanzie fideiussorie messe in campo dalla Fondazione presieduta da Ivano Paci e dalla Bcc guidata da Giancarlo Gori. Nel caso remoto in cui ci sia un’insolvenza totale da parte degli inquilini, lo sforzo complessivo per i due soggetti coinvolti nel progetto non sfonda il tetto dei 160mila euro. Paci, durante la presentazione di “affitto sicuro”, aveva parlato di «un esperimento che tenta di conciliare più aspetti e di rispondere al problema casa». Il risultato dell’avviso rivolto agli aspiranti locatari ha dimostrato che l’emergenza abitativa non accenna a diminuire. «Tra le cinquanta richieste arrivate – spiega Lomi – ci sono molte famiglie sconosciute ai servizi sociali, proprio quelle a cui “affitto sicuro” è destinato. Si tratta di persone che lavorano, in grado di pagare un affitto, ma che comunque faticano ad arrivare a fine mese. Un canone di 300 euro al posto di uno da 600, per loro farebbe una grande differenza. Noi non ci scoraggiamo e andremo avanti nella ricerca degli immobili». Il progetto prevede che i proprietari concedano la casa a canone ridotto del 50% rispetto ai prezzi di mercato, in pratica da un minimo di 200 euro a un massimo di 300 in base alla metratura. In cambio, per tre anni, non pagano l’Imu sulla seconda casa, che a Quarrata è al 10,6 per mille, l’aliquota massima. Tecnicamente però si tratta di un versamento ad aliquota agevolata ricompensato dall’erogazione di un contributo annuo da parte del Comune. L’inquilino invece si impegna a pagare il canone mensile, ma in caso di insolvenza saranno la Fondazione e la Bcc a garantire i pagamenti.
Affitto sicuro, forfait dei proprietari, nessuna adesione

Quarrata, 50 le famiglie che hanno risposto al bando ma non ci sono locatori nonostante le agevolazioni previste

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Cinquanta famiglie quarratine hanno chiesto di poter prendere in affitto case a canone dimezzato rispetto a quello di mercato, così come previsto dal progetto sperimentale “affitto sicuro” presentato lo scorso marzo dal Comune. Il problema è che mentre gli aspiranti affittuari hanno colto al volo l’occasione, i proprietari di immobili hanno dato forfait.

Nessuno infatti ha risposto all’avviso pubblico aperto tre mesi fa, nonostante alcune «condizioni vantaggiose del progetto» ricorda l’assessore al sociale Stefano Lomi, come l’Imu sulla seconda casa sospeso per tre anni e un introito garantito (seppur per metà) dalla Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia e della Banca di credito cooperativo di Vignole e della Montagna pistoiese. In questo momento dunque, ci sono cinquanta famiglie in attesa di una risposta e zero immobili a disposizione.

Il doppio avviso aperto a marzo – uno per i candidati locatari, l’altro per i proprietari – ha dato esiti opposti. E senza l’incrocio della domanda e dell’offerta, l’inedito progetto non può partire. Adesso l’amministrazione ci riprova dando avvio a una nuova ricerca, che resterà aperta fino al prossimo 31 dicembre. La “caccia” è su 15 immobili, corrispondenti ad altrettanti contratti previsti, ovvero il numero massimo concesso dalle garanzie fideiussorie messe in campo dalla Fondazione presieduta da Ivano Paci e dalla Bcc guidata da Giancarlo Gori. Nel caso remoto in cui ci sia un’insolvenza totale da parte degli inquilini, lo sforzo complessivo per i due soggetti coinvolti nel progetto non sfonda il tetto dei 160mila euro. Paci, durante la presentazione di “affitto sicuro”, aveva parlato di «un esperimento che tenta di conciliare più aspetti e di rispondere al problema casa».

Il risultato dell’avviso rivolto agli aspiranti locatari ha dimostrato che l’emergenza abitativa non accenna a diminuire. «Tra le cinquanta richieste arrivate – spiega Lomi – ci sono molte famiglie sconosciute ai servizi sociali, proprio quelle a cui “affitto sicuro” è destinato. Si tratta di persone che lavorano, in grado di pagare un affitto, ma che comunque faticano ad arrivare a fine mese. Un canone di 300 euro al posto di uno da 600, per loro farebbe una grande differenza. Noi non ci scoraggiamo e andremo avanti nella ricerca degli immobili».

Il progetto prevede che i proprietari concedano la casa a canone ridotto del 50% rispetto ai prezzi di mercato, in pratica da un minimo di 200 euro a un massimo di 300 in base alla metratura. In cambio, per tre anni, non pagano l’Imu sulla seconda casa, che a Quarrata è al 10,6 per mille, l’aliquota massima. Tecnicamente però si tratta di un versamento ad aliquota agevolata ricompensato dall’erogazione di un contributo annuo da parte del Comune. L’inquilino invece si impegna a pagare il canone mensile, ma in caso di insolvenza saranno la Fondazione e la Bcc a garantire i pagamenti.

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