Il Tirreno

Pistoia

«La Scuderi non può restare in carcere»

Tiziana Gori
Anna Laura Scuderi il giorno dell'arresto, il 2 dicembre 2009 (foto Gori)
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Anna Laura Scuderi il giorno dell'arresto, il 2 dicembre 2009 (foto Gori)

Pistoia, l’avvocato della titolare del Cip Ciop annuncia un’istanza per il ricovero in una struttura sanitaria

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PISTOIA. «Anna Laura Scuderi dovrebbe essere ricoverata in una struttura sanitaria adeguata alle sue condizioni di salute». Oggi, al più tardi lunedì - il tempo di definire gli ultimi dettagli - Alessandro Mencarelli,avvocato di Anna Laura Scuderi, presenterà alla procura di Genova un’istanza in cui dichiarerà che le condizioni della sua assistita sono incompatibili con la detenzione carceraria. Dopo il pronunciamento della Corte di Cassazione, che ha confermato la condanna a 6 anni e 5 mesi per la maestra del Cip Ciop e a 5 anni per la sua collaboratrice Elena Pesce, gli avvenimenti si sono succeduti molto in fretta.

«Ore convulse, adrenaliche», le ha definite l’avvocato Mencarelli. La sensazione generalizzata di avvocati, parenti delle due condannate e famiglie dei bambini era che per la carcerazione sarebbe stato necessario attendere qualche giorno. Invece le porte di Sollicciano e del Don Bosco si sono aperte il giorno successivo alla sentenza della Cassazione. Stefano Bigliazzi e Alberto Rocca, legali di Elena Pesce, avevano annunciato al pm della procura di Genova l’intenzione di costituirsi da parte della loro assistita. Rocca sperava in un approccio “soft” al carcere per Elena Pesce, oggi trentaquattrenne, che ha scontato sinora 7 mesi di detenzione. Il pubblico ministero aveva confermato che sarebbe stato possibile attendere l’indomani, ma alle 16,30 di giovedì due carabinieri della Stazione di Bottegone hanno suonato al citofono della palazzina di via D’Angela, a Bottegone, e invitato la giovane donna ad accelerare la preparazione della borsa con gli effetti personali da portare in carcere.

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Rocca e Mencarelli credono che il tam tam mediatico abbia impresso un’accelerazione ai tempi “ordinari” della giustizia. Mencarelli sostiene che la Scuderi, oggi quarantasettenne e che aveva 41 anni ai tempi dell’arresto per le violenze all’asilo nido Cip Ciop, non è in grado di reggere fisicamente e psicologicamente a una detenzione in carcere. Anna Laura Scuderi è stata prelevata dalle forze all’ordine all’ospedale di Lucca, dov’era ricoverata da alcuni giorni nel reparto di psichiatria. Viveva con terrore il momento in cui sarebbe stata arrestata per una seconda volta. «La perizia svolta durante il processo - ricorda Mencarelli - aveva già evidenziato una forte sofferenza psichica. In un fisico molto magro, ai limiti della non alimentazione». Per capire cosa accadrà, se per Anna Laura Scuderi saranno disposti nuovi esami clinici, sarà necessario attendere qualche giorno.

Una “sofferenza” simile a quella che sembra provare la Scuderi alberga anche nelle sue piccole vittime. Soddisfazione per la condanna è stata espressa dall’associazione “La via dei colori”, fondata da alcuni genitori dopo i fatti del Cip Ciop. «È una sentenza destinata a far giurisprudenza - afferma la presidente Ilaria Maggi - La prima del genere in Italia. Finalmente i maestri maneschi sanno che rischiano la galera». E alcuni genitori parlano dei traumi con cui convivono ancora i loro figli. Certi problemi si sono attenuati, grazie al trascorrere del tempo e al lavoro di psicologi e famiglie. Altri resteranno. «Mio figlio ha attacchi di rabbia - dice una mamma - Non si fida, mette alla prova le persone aspettandosi alla fine un gesto di violenza». «Mia figlia sta meglio - dice il padre della bimba a cui, nel video riproposto da anni dalle tv, Anna Laura Scuderi mette la faccina nel piatto - È sempre sottopeso ma mangia di più. Ha tante paure: del buio, di andare in bagno da sola. Deve essere seguita, più lei che ha 7 anni del fratellino di 4».

 

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