Il Tirreno

Pistoia

Asilo degli orrori: in carcere le due maestre

Massimo Donati e Tiziana Gori
Elena Pesce viene accompagnata in auto dai carabinieri (foto Gori)
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Elena Pesce viene accompagnata in auto dai carabinieri (foto Gori)

Pistoia, condanne confermate per le violenze all’asilo: le educatrici finiscono dietro le sbarre

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[[atex:gelocal:il-tirreno:pistoia:cronaca:1.11595240:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pistoia/cronaca/2015/06/11/news/condanna-definitiva-per-le-due-maestre-dell-asilo-cip-ciop-1.11595240]]PISTOIA.Le maestre maltrattavano i bimbi, li obbligavano a mangiare afferrandoli per la nuca e pigiando il cibo a forza nelle loro bocche, li prendevano a schiaffi e se facevano i cattivi li costringevano a starsene soli, in terra. Punizioni, vessazioni, violenze riprese dalle telecamere della Squadra mobile di Pistoia, che dalla tarda serata di mercoledì hanno ottenuto una giustizia definitiva. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 6 anni e 5 mesi di carcere per Anna Laura Scuderi, titolare e maestra dell’asilo Cip Ciop di Pistoia, e a 5 anni per la sua collaboratrice Elena Pesce.

A distanza di poche ore, con gli avvocati delle due donne sorpresi e spiazzati dalla celerità (per una volta) della giustizia italiana, le porte del carcere si sono spalancate per entrambe. I carabinieri della Stazione di Bottegone (frazione alle porte di Pistoia) hanno suonato al citofono della palazzina di via Attilio D’Angela in cui Elena Pesce vive insieme alla famiglia. Dopo 40 minuti la donna è uscita, accompagnata in auto da due militari. Jeans a pinocchietto, maglietta nera a maniche corte, sandali bassi, i capelli castani e ricci più corti rispetto a qualche anno fa, Elena Pesce ha percorso in fretta, ma con aria apparentemente serena, i pochi metri che dividevano l'ingresso di casa dall'auto dei carabinieri, che si è poi diretta al carcere di Sollicciano.
Negli stessi momenti Alessandro Mencarelli e Stefano Panconesi, legali di Anna Laura Scuderi, venivano a sapere che anche per lei era stato predisposto l’ordine di carcerazione: «Le condizioni della mia assistita sono incompatibili con la detenzione carceraria», ha tuonato Mencarelli. «Ho presentato un’istanza alla procura di Genova. Da alcuni giorni Anna Laura Scuderi era ricoverata nel reparto di psichiatria dell’ospedale di Lucca per «l’aggravarsi delle sue condizioni psicofisiche». Ma nel tardo pomeriggio anche Scuderi è stata portata in carcere al Don Bosco di Pisa.

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Solo poche ore prima la condanna definitiva da parte della Cassazione. La Corte ha respinto i ricorsi presentati dopo la condanna in Appello, giudicandoli inammissibili. Le due maestre, condannate per i maltrattamenti ai bambini loro affidati e le conseguenti lesioni psicologiche loro causate, dovranno rimanere in cella a lungo, anche considerando i 173 giorni di carcere già scontati e il mese passato agli arresti domiciliari come misura cautelare disposta dal gip del tribunale di Pistoia.
Le pesanti condanne per le due maestre, al netto dello sconto di un terzo della pena ottenuto per la scelta di essere giudicate con il rito abbreviato, risalgono al dicembre 2012. Le due imputate erano state condannate anche all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e al risarcimento del danno nei confronti di tutte le parti civili: i 25 bambini dell'asilo e i loro genitori costituiti in giudizio; il Comune di Pistoia, per il danno d'immagine subito, e l'associazione "Sos angeli onlus". In realtà, il pubblico ministero Silvio Franz aveva chiesto pene ancora più pesanti: la condanna a 8 e 6 anni di reclusione. Nel marzo dello scorso anno è arrivata la conferma della sentenza da parte della Corte d’appello. Gli avvocati difensori (Alessandro Mencarelli e Stefano Panconesi per la Scuderi e Alberto Rocca per la Pesce)avevano sperato in uno sconto di pena, puntando le loro arringhe sulla concessione delle attenuanti generiche (dal fatto di essere incensurate al risarcimento danni), ma la richiesta non era stata accolta dai giudici. Le maestre furono arrestate il 2 dicembre del 2009, inchiodate da una serie di immagini delle telecamere piazzate nell’asilo dalla polizia dopo la segnalazione di alcuni genitori.


La vicenda del Cip Ciop aveva letteralmente sconvolto Pistoia. In un primo momento ci furono tante mamme che difesero le maestre. Ma solo fino a quando la Procura divulgò le immagine registrate dentro l'asilo-lager: un bambino costretto a mangiare quello che aveva appena vomitato; altri obbligati a mangiare dopo essere stati afferrati per i capelli e sbattuti con la nuca sulla spalliera del seggiolone; bambini a cui veniva aperta a forza la bocca per poi essere obbligati a deglutire con un bavaglino premuto per alcuni lunghi secondi sul volto; altri ancora presi a schiaffi o a botte sulla testa affinché obbedissero agli ordini; e per la maggior parte del tempo - fatti sparire tutti i giochi non appena i genitori si allontanavano - i piccoli venivano costretti a starsene da soli, seduti a terra, in una stanza senza sorveglianza; se poi piangevano, per non farne sentirne i gemiti, veniva alzato il volume della radio. Lesioni psichiche gravi con sintomi post stress fu poi il responso della perizia psichiatrica condotta su 18 dei bambini che frequentarono in quel periodo l'asilo di Sant'Agostino. Perizia eseguita dal professor Paolo Cornaglia Ferraris e dalla dottoressa Susanna Mazzucchelli su incarico del tribunale di Genova. Su 15 di questi bimbi i due consulenti riscontrarono lesioni psichiche gravi con esito superiore ai 40 giorni. Gli altri tre, invece, avevano secondo loro subito maltrattamenti psicologici indotti da quanto hanno visto, ma non lesioni psichiche gravi.
Mercoledì notte, per quelle vicende è arrivata la sentenza definitiva.

 

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