Niente numero legale Il consiglio comunale riconvocato stasera
PISTOIA. Alla fine la rinegoziazione dei mutui è saltata. Il consiglio comunale si è concluso ieri sera attorno alle 20, dopo che l’ennesimo appello ha sancito la mancanza del numero legale, a causa...
PISTOIA. Alla fine la rinegoziazione dei mutui è saltata. Il consiglio comunale si è concluso ieri sera attorno alle 20, dopo che l’ennesimo appello ha sancito la mancanza del numero legale, a causa dell’assenza dei gruppi di minoranza, decisamente contrari al provvedimento, ma anche di una mezza dozzina almeno di consiglieri di maggioranza. Il conto dei consiglieri presenti si è fermato a 15, mentre il consiglio è composto da 32 consiglieri più il sindaco. Era la seconda volta in poche ore che il consiglio comunale veniva interrotto per mancanza del numero legale.
Ma il sindaco Bertinelli è subito corso ai ripari: un nuovo consiglio comunale è convocato per stasera dalle 20,30 “in via d’urgenza”, con all’ordine del giorno soltanto la manovra di rinegoziazione. Una scelta dovuta al fatto che il termine ultimo per approvare il provvedimento scade proprio oggi.
E in effetti lo stop alla rinegoziazione dei mutui è un ostacolo che la giunta vuole evitare in tutti i modi. Ieri sia il sindaco Bertinelli che la vice, l’assessore al bilancio Daniela Belliti, ne hanno spiegato a lungo le ragioni. A loro parere la rinegoziazione è legittima, utile per i pistoiesi e capace di aiutare in modo decisivo l’amministrazione comunale a far quadrare i conti per il 2015.
Belliti, in particolare, aveva ricordato che la rinegoziazione dei mutui è uno degli strumenti che il governo Renzi ha messo a disposizione delle amministrazioni locali per alleggerire la loro situazione finanziaria, già sotto stress per l’ennesimo taglio previsto alle risorse (taglio che per Pistoia è stimato in 2,5 milioni di euro). «Non è un caso se il governo ha spostato alla fine di luglio il termine per l’approvazione dei bilanci preventivi 2015, è evidente che loro per primi sono perfettamente consapevoli dei problemi» . La vicesindaco ha sottolineato che anche la situazione di Palazzo di Giano è di «assoluta emergenza» dal punto di vista del bilancio. L’assessore non aveva nascosto che se fosse venuto meno l’alleggerimento prodotto dalla ricontrattazione dei mutui (1,1 milioni di euro in meno di spese correnti), la giunta avrebbe dovuto por mano a strumenti più pesanti per i cittadini, come riduzioni dei servizi o aumento del prelievo fiscale.
Fabio Calamati
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google