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Fognano, resta aperta la scuola elementare
Il sindaco Betti: spetta ora al preside Guarducci capire se è possibile portare lì anche una classe prima
MONTALE. Le scuole di Fognano non verranno chiuse, ma il loro destino è comunque segnato. Dopo la petizione consegnata nei giorni scorsi, attorno alla quale si era creato un fronte compatto di cittadini e associazioni, l’amministrazione comunale ha preso in seria considerazione le proposte avanzate, cercando, come richiesto, di mantenere la funzione educativa del plesso.
E’ stata organizzata un’assemblea con i genitori dei bambini di Stazione che, da settembre, dovranno iscriversi alla prima elementare. Il tentativo non ha però incontrato la disponibilità di quanti coinvolti, scoraggiati, forse, dal fatto che, una volta iscritti, i loro figli avrebbero dovuto portare a compimento il ciclo di cinque anni nei paesi di Fognano e Tobbiana. “Abbiamo comunque scelto di tenere aperto il plesso di Fognano, fosse anche solo per gli alunni della seconda elementare. – ha dichiarato il sindaco Ferdinando Betti durante una conferenza stampa – Per quanto riguarda la distribuzione delle classi, e la possibilità quindi di avere anche una prima, rimettiamo la decisione a chi di dovere, vale a dire il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo di Montale, che abbiamo già provveduto ad avvisare”. Sarà Mauro Guarducci, adesso, a fare la differenza. Le scuole medie del capoluogo traboccano di studenti, perché attualmente sede anche dei bambini iscritti alle elementari di Stazione, che, a causa del forte vento di marzo e il conseguente danneggiamento del tetto, sono stati costretti ad abbandonare il plesso del proprio paese.
Sulle scuole di Fognano aleggia, però, un’incognita. Il nuovo anno scolastico, di sicuro, vedrà entrare al suono della campanella i bambini di seconda. Anche nel successivo, quello che avrà inizio a settembre 2016, i numeri dovrebbero consentire la formazione di una prima, grazie ai 18 bambini nati, nel corso del 2010, nei paesi di Fognano e Tobbiana. Solo, però, se tutti loro decidessero di iscriversi qui senza migrare negli istituti limitrofi. Dopo, ancora incertezza. “Il tasso di natalità che emerge dalle statistiche – ha spiegato l’assessore all’istruzione Alessandro Galardini – mostra un brusco calo delle nascite che interessa soprattutto gli ultimi quattro anni. Con i nati del 2010 potremo assicurare un ciclo d’istruzione completo. Poi, però, si presenteranno di nuovo gli stessi problemi”. Il futuro delle scuole, insomma, è soltanto rimandato.
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