Divorzio breve e rischio intasamento nelle aule giudiziarie
Il presidente del Tribunale di Pistoia, Fabrizio Amato è convinto che con il buonsenso si supererà la fase critica che potrebbe verificarsi ora che è entra in vigore la nuova legge
PISTOIA. Per dirsi addio basteranno soltanto da sei a dodici mesi. Una rivoluzione che da ieri è una realtà, con l'entrata in vigore della riforma sul divorzio breve. Ma le nuove norme, a fronte dei tanti attesi vantaggi, potrebbero portare non poche difficoltà a livello di gestione: soprattutto nei primi mesi, un ingolfamento dei tribunali, che, già in sofferenza per le croniche carenze del personale amministrativo, si troveranno a dover trattare un numero di fascicoli del cinquanta-ottanta per cento superiore a quello abituale. E il tribunale di Pistoia non fa eccezione con i suoi 700 casi di separazione all’anno.
Il rischio ingolfamento c'è. Anche se, a parte alcune critiche di base all'operato del legislatore, il presidente del tribunale di piazza Duomo, Fabrizio Amato, da questo punto di vista è abbastanza ottimista, seppur avvertendo che nei mesi a venire le cause di separazione dovranno essere trattate con intelligenza, da tutti, giudici e avvocati.
Riduzione dei tempi. Prima di poter procedere con la richiesta di divorzio, la durata minima del periodo di separazione ininterrotta tra i coniugi si riduce da 3 anni a 12 mesi. Tale termine decorre dalla comparsa della coppia davanti al presidente del tribunale nella procedura di separazione personale. Per le separazioni consensuali invece la durata minima si riduce a 6 mesi.
Procedimenti in corso. Le nuove norme vengono applicate anche ai procedimenti in corso, anche nei casi in cui il procedimento di separazione sia ancora pendente. Difficile però fare delle stime su quante coppie in fase di separazione saranno interessate dalla nuova normativa: nel nostro paese solo il sessanta per cento dei separati poi arriva anche al divorzio.
Oltre al presidente, che si occupa, nelle procedure di separazione, delle cosiddette questioni provvisorie, urgenti, come l'affidamento dei figli o il primo supporto economico al coniuge meno abbiente, al tribunale di Pistoia il settore è affidato a cinque giudici civili, che si occupano singolarmente dell'istruttoria prima e, poi, in forma collegiale, della sentenza.
L'intasamento. «Quella del divorzio breve - spiega il presidente Fabrizio Amato - mi sembra non sia stata una scelta particolarmente adeguata da parte del legislatore. Per due ordini di motivi. Il primo è che, come ci si immaginava, creerà una sorta di imbuto, un ingolfamento nelle procedure di quelle cause di separazione giudiziale che, dopo la pronuncia da parte del presidente, continuano per mesi e mesi per via delle varie battaglie che si accendono tra i coniugi per la questione dei figli, dei contributi economici, eccetera. Per cui ci saranno casi in cui si potrà fare domanda di divorzio ancora prima che sia definita la separazione».
Un'altra complicazione che potrebbe ingolfare ulteriormente la macchina del tribunale è che, secondo il presidente Amato, la domanda di divorzio potrebbe essere assegnata ad un giudice diverso da quello della separazione.
«Ciò comporterebbe un raddoppio delle procedure per la stessa questione - spiega Amato - Certo, il presidente lo potrà evitare non assegnando le cause in base ai consueti dispositivi di ripartizione tabellare».
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