Il Tirreno

Pistoia

Santa Celestina, il bando deserto

Si teme lo stop alla festa e al volo della mongolfiera, si mobilita il Comune

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SAN MARCELLO. «Diamoci una mano, amministratori, cittadini e associazioni, per garantire anche nel 2015 la festa più importante del nostro territorio»: a lanciare l’appello è il primo cittadino di San Marcello, Silvia Cormio, dopo l’esito infruttuoso della manifestazione di interesse indetta dal Comune per cercare un nuovo organizzatore della festa di Santa Celestina, che ricorre l’8 settembre.

Un evento conosciuto ben oltre i confini della Montagna, soprattutto per il lancio della grande mongolfiera di carta tricolore da piazza Matteotti. La tradizione risale all’800, quando i fratelli Cini, proprietari della cartiera di La Lima, ricevettero in dono da Elia Montgolfier, figlio di Joseph, una formula per la produzione di carta per palloni ad aria calda e, molto probabilmente, alcuni disegni per la costruzione.

Il primo lancio risale forse al 1838. Dal 1953, dopo la guerra, la tradizione riprese col pallone tricolore utilizzato tutt’oggi. Qualche mese fa, però, lo scossone: lo storico soggetto capofila, la Soms Baccarini di San Marcello, dopo vari preavvisi, si è ritirato dall’organizzazione. Anche l’avviso del Comune per la ricerca di un nuovo organizzatore fra le associazioni e realtà non profit non ha smosso le acque. L’apertura delle buste, ieri mattina, ha rivelato che nessuno si è fatto avanti. Intanto i tempi si accorciano.

Dunque? «Santa Celestina è una festa troppo importante per San Marcello e tutta la montagna – spiega il sindaco Silvia Cormio – non possiamo immaginare di perderla. Mi sento di dire che, in ogni caso, troveremo una soluzione affinché il lancio della mongolfiera e le altre attrattive di contorno possano ripetersi anche questo settembre. Al costo di curare come Comune l’organizzazione, come in parte, specie per i rapporti con Enac, abbiamo già fatto in passato».

Che la festa si faccia, comunque, è l’auspicio generalizzato della popolazione di San Marcello, a partire dagli esercenti. «È una tradizione che richiama gente da tutta la montagna e non solo – spiega Brunero Venturi del pub la Campana – non farla sarebbe una grossa perdita». «In montagna ci sono rimaste poche occasioni di animazione – aggiunge Morena Fini, negoziante – se dovesse venir meno anche Santa Celestina sarebbe un vero guaio».

«Valuteremo se fare nuovi avvisi – prosegue Cormio – intanto ho fissato incontri con diverse associazioni del territorio per capire quali sono i loro timori e chiedere supporto, anche mettendo insieme più soggetti, per l’organizzazione della festa».

Elisa Valentini

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