Scandalo dei cimiteri, a giugno la decisione del giudice
Pistoia, 12 richieste di rinvio a giudizio per traffico di lapidi e salme smembrate
PISTOIA. Rinviata al prossimo 3 giugno la decisione del gup del tribunale sulle 12 richieste di rinvio a giudizio per lo scandalo dei cimiteri. Una decisione presa dopo che venerdì mattina, 15 maggio, di fronte al giudice dell'udienza preliminare Roberto Tredici, hanno portato a termine le proprie arringhe gli ultimi due difensori.
Salme smembrate e in parte risepolte perché trovate non ancora completamente mineralizzate, resti umani non identificabili infilati nei sacchi della spazzatura e "parcheggiati" nel deposito cimiteriale, a volte mischiati con quelli di altri defunti, lapidi e arredi funebri riciclati e rivenduti a prezzi stracciati: è con queste accuse che il pubblico ministero Fabio Di Vizio ha chiesto il processoper operatori cimiteriali, imprenditori del settore e un ispettore del Comune (ex addetto ai controlli cimiteriali).
In tutto sono 41 i capi di imputazione contestati loro a vario titolo, con reati che vanno dalla soppressione e distruzione di cadavere al peculato, dalla violazione di sepolcro all'abuso d'ufficio, dall'omessa denuncia al falso. Imputato anche un assistente della Polizia municipale, ma unicamente per violazione di segreto d'ufficio e favoreggiamento: Antonio Baroncelli, 63 anni, avrebbe avvertito il titolare di un negozio di fiori che si trova all'ingresso del cimitero comunale principale di un'imminente ispezione da parte dei vigili urbani, invitandolo a rimuovere dal suo cortile le lapidi usate che secondo il pm provenivano dal riciclaggio.
Gli altri imputati sono Guido Tesi, ex dipendente dell'azienda ex assegnataria del servizio di gestione dei cimiteri, l'ispettore comunale Nicola Livi (accusato di abuso d'ufficio per aver comunicato a Tesi l'esistenza delle denunce e dell'inchiesta), altri sei operatori cimiteriali (Alessandro Tonini, di Pistoia; Diego Traversari, di Pescia; Giampaolo Chiesa, di Monsummano; Giovanni Matulli, di Pistoia; Saverio Folino, di Pistoia; e Francisco Mori, di Monsummano); Gerardo Delle Rose, titolare del negozio di fiori davanti al cimitero comunale; Paolo Pisaneschi, pistoiese, proprietario di due attività di marmista; Stefano Lupi, di Prato, anch'egli titolare di un'attività di rivendita lapidi.
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