Laghi Primavera, pratica è sempre bloccata al ministero
Pistoia, protestano i Comitati della Piana contro le alluvioni. La verifica di impatto ambientale per la cassa d’espansione doveva essere conclusa da tre mesi
PISTOIA. La verifica di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale per la cassa d’espansione ai Laghi Primavera, doveva essere conclusa tre mesi fa. Invece la procedura, in capo al Ministero dell’ambiente, è tutt’altro che terminata. «L’opera – denunciano adesso i Comitati della Piana contro le alluvioni - è bloccata».
Dalla Regione confermano che i tempi tecnici a disposizione del Ministero per la chiusura della verifica, non sarebbero dovuti andare oltre i 90 giorni dall’avvio della procedura, che risale al 14 novembre scorso. Il ritardo, dunque, è notevole. «La verifica – informano da Firenze - doveva essere chiusa il 12 febbraio 2015, o con un’autorizzazione, visto che stiamo parlando di una modifica a un progetto già sottoposto a Via, o con l’avvio della procedura di valutazione di impatto ambientale. Il termine della verifica era fissato in 90 giorni. Ne sono passati 180». Inoltre, ancora non è stato dato seguito proprio al parere firmato a dicembre dal nucleo di valutazione regionale, poi recepito dalla giunta nella delibera del 9 febbraio scorso. L’atto rilevava “carenze documentali significative” nella progettazione, tanto che la Regione ha chiesto al Ministero di pretendere una lunga serie di integrazioni da parte dei proponenti dell’opera o, in alternativa, di andare direttamente alla Via.
Il fatto che da sei mesi il progetto sia fermo a Roma, manda su tutte le furie i cittadini di Quarrata che vivono nelle frazioni a rischio allagamenti, e che da anni chiedono al Comune di Pistoia di trattenere acqua a monte. «Abbiamo pagato un prezzo altissimo per i mancati interventi sul territorio pistoiese. Senza casse d’espansione – dicono Daniele Manetti e Niccolò Lucarelli dei Comitati – finiremo ancora sott’acqua. Tra Pistoia e Caserana c’è un dislivello di 30 metri. Gli abitanti vivono in un’enorme pozzanghera senza vie di fuga. L’unica soluzione per noi è che Pistoia la smetta di mandarci acqua». La nota più critica è indirizzata al presidente della Regione, Enrico Rossi, che il primo aprile scorso, durante l’inaugurazione della cassa d’espansione della Querciola, aveva ribadito la necessità di realizzare le casse d’esondazione. «Vanno fatte – sottolineava al taglio del nastro – Gli interessi di pochi non possono prevalere su quelli di tutti i cittadini. Nell’arco di due, tre settimane, convocherò i Comuni e gli enti coinvolti per discutere dei Laghi Primavera». «Non ci risulta che le promesse siano state mantenute – spiega adesso Manetti – Per le casse pistoiesi un sollecito politico sarebbe stato fondamentale vista l’attuale situazione di stallo». Per quanto riguarda la mancata manutenzione dei fossi minori, i cittadini chiedono al Comune di Quarrata «che i migranti accolti negli scorsi giorni in città siano impiegati nella ripulitura delle fosse».
Beatrice Faragli
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