Il Tirreno

Pistoia

«Basta con il silenzio sul futuro della Breda»

«Basta con il silenzio sul futuro della Breda»

I consiglieri comunali Ruganti e Billero preoccupati per gli annunci di esuberi dopo la vendita a Hitachi

2 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Un grande silenzio sulla situazione di AnsaldoBreda è sceso in città da quando la vendita dell’azienda da parte di Fi nmeccanica si è conclusa con l’aggiudicazione al gruppo giapponese Hitachi. A rompere il silenzio, due consiglieri comunali di maggioranza, Nicola Ruganti (Pistoia per tutti) e Rosalia Billero (Federazione della sinistra), che firmano insieme una lettera il cui contenuto è stato diffuso ieri.

"Ci preoccupa – scrivono – lo scarso interesse del governo e il silenzio del presidente della Regione Enrico Rossi, il quale aveva promesso di opporsi a qualsiasi progetto di ridimensionamento con qualsiasi mezzo e che solo oggi, in piena campagna elettorale, chiede ad Hitachi di presentare un piano industriale".

"Proprio alla vigilia delle elezioni regionali - si legge ancora nella nota - ci piacerebbe conoscere, al netto di promesse di soluzioni individuali e soluzioni ad hoc, che cosa pensino e propongano i candidati, soprattutto quelli che fanno riferimento al tradizionale blocco di governo del nostro territorio, che oggi coincide col governo nazionale".

I due consiglieri esprimono preoccupazione "per la ricaduta di decisioni imprenditoriali e di scelte che ad oggi non è dato vagliare attraverso il fisiologico dibattito tra le parti sociali, né nel dibattito pubblico, entrambi beni comuni cui sempre più spesso si rinuncia, con la rassegnazione di molti e il calcolato cinismo di pochi".

I due consiglieri ricordano i tagli agli organici già messi in cantiere. In particolare, in un confronto tra AnsaldoBreda e i sindacati metalmeccanici a Roma è emerso che, una volta entrata in Hitachi (il passaggio deve essere ancora perfezionato), l'attuale organico dell'azienda (che oltre alla sede di Pistoia è articolata in altre tre sedi, come Napoli, Reggio Calabria e Palermo) dovrà dimagrire di 282 unità su 2.256. Oltre allo stabilimento di Palermo nella sua interezza (già da mesi escluso dalla vendita a Hitachi), ci sono quindi 129 esuberi di cui 67 a Pistoia. I sindacati stanno trattando per individuare prepensionamenti e ammortizzatori sociali che consentano l'uscita "dolce" entro il 2019.

I due consiglieri si dicono preoccupati soprattutto perché la stragrande maggioranza degli esuberi (100 su 129) colpisce impiegati e ipotizzano che in questo modo si rischia di depotenziare funzioni importanti come ricerca e progettazione. E anche se il responsabile di Hitachi Rail Europe, Alistair Dormer, nella sua visita a Pistoia aveva lanciato molti messaggi di rassicurazione sul futuro, Billero e Ruganti tornano a chiedere risposte sul futuro della Breda: «Cosa sarà fatto di questa azienda? Sarà chiusa? Diventerà una fabbrica di biciclette? Questo silenzio che perdura alimenta incertezza e preoccupazione”.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web