Negato l’accesso al Ponte Sospeso per le decorazioni
SAN MARCELLO. Il volo dei palloncini rosa dal Ponte sospeso durante il passaggio del Giro d’Italia si farà. Ma anziché da sopra la passerella pedonale, i palloncini decolleranno dai cavi sottostanti....
SAN MARCELLO. Il volo dei palloncini rosa dal Ponte sospeso durante il passaggio del Giro d’Italia si farà. Ma anziché da sopra la passerella pedonale, i palloncini decolleranno dai cavi sottostanti.
Il Comune di San Marcello, infatti, ha negato alla Soms Pacini di Mammiano l’autorizzazione di accesso al ponte, chiuso da Pasqua a causa di un disallineamento dei cavi, necessaria per legare alle sponde laterali i 500 palloncini gonfiati con elio da sciogliere al passaggio delle corsa. «Considero l’incolumità pubblica la priorità – spiega il sindaco Silvia Cormio – il ponte non è sicuro. Ci sono due ordinanze emesse da altrettanti Comuni attraversati dal ponte (San Marcello e Piteglio, ndr) cui non possiamo derogare. Siamo coscienti dell’importanza che il Ponte Sospeso ha per il nostro territorio e stiamo facendo il possibile per la sua riapertura. Nei giorni scorsi abbiamo presentato un progetto esecutivo alla fondazione Caripit per richiedere un finanziamento di 44mila euro sul bando Cantieri Aperti. Se la domanda sarà accolta, dovremmo riuscire a concludere i lavori di messa in sicurezza in vista dell’estate».
Ma gli abitanti di Mammiano non hanno accolto con favore la risposta negativa del Comune. «Chiedevamo soltanto l’accesso per due o tre persone, limitato alle operazioni di fissaggio e scioglimento dei palloncini – spiega Ugo Nativi, attivista della Soms – a quanto sappiamo, il ponte non rischia di cascare da un momento all’altro: ha solo bisogno di una manutenzione straordinaria che il Comune avrebbe dovuto programmare per non ritrovarsi costretto a chiuderlo, per mancanza di fondi, a poche settimane dalla stagione estiva.
Oramai abbiamo acquistato l’elio ed i palloncini: ci arrangeremo per fare comunque la coreografia, facendo salire almeno una parte dei palloncini lungo i cavi di aggancio a terra e posizionando uno striscione e la bandiera italiana nel prato sottostante. Ma dobbiamo riconoscere che il Comune non ha fatto alcunché per aiutarci a realizzare questa iniziativa che darà visibilità a tutta montagna». (e.v.)
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