Morte di Ballerini, un altro rinvio
Si allungano i tempi per definire il risarcimento dell’Aci ai familiari
PISTOIA. Ancora un rinvio nell'udienza preliminare per la morte di Franco Ballerini nel rally di Larciano del febbraio 2010 . Non è stato ancora trovato un accordo, infatti, sul risarcimento che l'Automobile Club d'Italia si è detto disponibile a versare ai familiari del campione di ciclismo, ucciso da un terribile incidente occorso alla vettura in cui Ballerini si trovava come navigatore.
A rispondere di quella morte devono essere, secondo la procura della repubblica, otto persone : il presidente dell'Aci Csai Angelo Sticchi Damiani, sei dei sette membri del comitato esecutivo e l'organizzatore del rally, Riccardo Heinen. Quest'ultimo, secondo la procura, avrebbe omesso di segnalare una fossetta pericolosa nel punto dell'incidente e di proteggere il muro di fianco alla strada dove si schiantò l'auto con a bordo Ballerini. Ma il fulcro dell'inchiesta è stato finora il dispositivo di protezione che Ballerini indossava, il cosiddetto collare Hans, uno strumento per tenere fermi testa e collo, mutuato dal mondo della Formula Uno e reso obbligatorio dalla Csai proprio nel gennaio 2010, un mese prima del tragico incidente.
Il collare, come hanno appurato le perizie, ha provocato la mortale frattura al cranio di Ballerini. Per la procura tutto questo sarebbe avvenuto perché la Csai rese obbligatorio il collare senza dettare norme sul suo utilizzo corretto: di qui la chiamata in causa dei vertici dell'associazione e della stessa Aci come responsabile civile .
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