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Oltre cento i minori affidati ai servizi sociali
Nel 2012 gli affidi erano stati 65. Lievita la spesa sostenuta dal Comune: il costo è di 815mila euro l’anno
PISTOIA. Nel 2014 sono stati 108 i bambini e i ragazzi affidati al servizio sociale del Comune di Pistoia da parte dell' autorità giudiziaria. Di questi una parte è collocata con i propri genitori mentre, una parte, invece, è stata data in affidamento a parenti, ad altre famiglie o si trova in comunità educative con la madre o da sola.
Sono alcuni dei dati presentati martedì nella sala del Dopolavoro Ferroviario a Pistoia durante il seminario dal titolo "L'affido al servizio sociale. Origini, limiti e potenzialità di uno strumento importante controverso della tutela minorile". L'iniziativa è stata l'occasione per parlare dell'istituto dell'affido al servizio sociale, che di fatto è poco definito dalla normativa e, benché largamente utilizzato, può manifestare difficoltà interpretative. Proprio da questa considerazione è nata l'esigenza di un seminario di approfondimento che, oltre a definirne le origini e le funzioni, potesse analizzare anche la sua applicazione, evidenziandone punti di forza e limiti. Lo scopo del convegno, infatti, è stato quello di raccogliere i contributi di tutti i diversi professionisti, appartenenti alle diverse categorie e istituzioni coinvolte, affinché possano fungere da stimolo per una condivisione culturale e la stesura di buone prassi metodologie in un'ottica di lavoro integrato e di rete.
Ad aprire il seminario, al quale erano presenti oltre 300 persone, sono stati l'assessore alle Politiche sociali del Comune di Pistoia, Tina Nuti, e Iole Vannucci, avvocato.
I dati presentati sono stati rilevati dall'analisi dei fascicoli dei minorenni seguiti dal servizio sociale territoriale del Comune di Pistoia. Per ogni bambino o ragazzo in affido si è analizzato il dispositivo di affido, il progetto di tutela, i diversi servizi coinvolti e i servizi o interventi erogati con i relativi costi.
Per quanto riguarda il Comune di Pistoia, nel 2012 erano affidati al servizio sociale 65 minorenni, nel 2014 invece si è passati a 108. Questo dato, che in termini assoluti rappresenta un aumento di quasi il doppio, in realtà indica un decremento in proporzione al numero dei fascicoli aperti al Tribunale per i minorenni di Firenze e al Tribunale ordinario. Infatti, nel 2012 erano aperti 139 fascicoli, in cui l'affido era prescritto nel 47% dei casi; nel 2014 il numero dei fascicoli è significativamente aumentato fino a 298 e la percentuale di minori affidati è di fatto scesa al 36,2%.
Tale percentuale scende al 14,5% se paragonata al numero complessivo dei minorenni in carico al servizio sociale territoriale del Comune di Pistoia, nel corso del 2014: 742 bambini e ragazzi e le loro famiglie.
Si deduce quindi che l'intervento del servizio sociale territoriale impatta su un numero di famiglie di gran lunga superiori a quelle per cui ricorrono gli elementi per l'apertura di un fascicolo alle autorità giudiziarie. La fascia d'età più rappresentata è quella da 6 a 10 anni seguita da quella preadolescenziale e adolescenziale, poco rappresentata è la fascia 0-2 anni.
Come emerso nella ricerca svolta dal servizio sociale del Comune, la percentuale tra maschi e femmine è pressochè la stessa con il 47% di femmine ed il 53% di maschi. Tra questi il 33% dei minori affidati è straniero.
Riguardo alla loro collocazione si rileva che il 51% si trova nella propria famiglia di origine, in prevalenza con la madre a seguire con entrambi i genitori o con il solo padre, il 33% di casi viene accolto in una comunità, nel 15% è prevista la convivenza con la madre (comunità o case rifugio). Sono invece il 16% coloro che vengono sistemati in comunità educative e il 2% in comunità sanitarie per problemi di natura psichiatrica o di tossicodipendenza.
Per quanto riguarda la spesa sostenuta dal Comune, nel 2014 per bambini e ragazzi in affido ha sostenuto dei costi per i progetti di tutela e sostegno per 815.672 euro, la gran parte utilizzati per coprire i costi delle comunità educative, delle comunità con madri e figli e delle case rifugio. La seconda voce di spesa è data dall’assegno mensile per le famiglie affidatarie (71.314 euro), seguite da interventi di educativa domiciliare familiare centrata sul recupero delle competenze genitoriali (49.000 euro).
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