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Infopoint, il pannello mai aggiornato disorienta i turisti

CUTIGLIANO. «Quel pannello vuoto e dimenticato è un danno all'immagine turistica della Montagna pistoiese». Giuliano Tonarelli, albergatore di Cutigliano, riaccende la luce della polemica sul...

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CUTIGLIANO. «Quel pannello vuoto e dimenticato è un danno all'immagine turistica della Montagna pistoiese». Giuliano Tonarelli, albergatore di Cutigliano, riaccende la luce della polemica sul pannello elettronico posizionato all’infopoint di Casotti. Installato a seguito dell’apertura dell’ufficio nel 2007, il pannello servirebbe a fornire a turista, attraverso un sistema elettronico di luci, un quadro sulle strutture ricettive montane aperte e che hanno disponibilità (luce verde) o al contrario chiuse o al completo (luce rossa). “Servirebbe” perché in realtà, sottolinea Tonarelli, non ha mai funzionato. E non per problemi tecnici, ma per il mancato interessamento degli operatori turistici.

«Il pannello fu installato da un’azienda privata del Trentino, regione da cui dovremmo prendere esempio sotto tanti punti di vista – spiega Tonarelli – ogni spazio per l’operatore turistico costa circa 500 euro l’anno, Iva inclusa. Già nel 2009, quando le strutture aderenti erano circa 35, gran parte delle lucine risultavano perennemente rosse. Non perché tutte le strutture fossero al completo o chiuse, ma perché gran parte degli operatori turistici si dimenticavano di aggiornare le prenotazioni. E così per anni. A fronte di un investimento – prosegue Tonarelli- tra l’altro basso in rapporto all’utilità del servizio che, ad esempio, al mio albergo porta diverse richieste, mi domando che senso abbia non curarsi di aggiornare le disponibilità. Si può fare con una telefonata ed oggi anche via internet. Bastano pochi secondi. Il cliente he si ferma all’infopoit è portato a telefonare, e lo può fare gratis usando l’apparecchio annesso al pannello, dove vede il verde. Chi ha sempre la lucina rossa si auto-danneggia.

Oggi la condizione è anche peggiore: molte strutture, nel 2014, hanno rinunciato allo spazio sul pannello. Ne sono rimaste una decina. Pare insomma che sulla montagna non ci siano più strutture ricettive. Credo che a questo punto sarebbe meglio rimuovere il pannello che dà l’immagine negativa di una montagna che sta morendo».(e.v.)

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