Il Tirreno

Pistoia

immigrazione

In arrivo nuovi profughi ma è già tutto esaurito

In arrivo nuovi profughi ma è già tutto esaurito

Pistoia, le 15 strutture attive in provincia ospitano 263 stranieri, solo 4 i posti liberi Vertice col prefetto per trovarne altre: tutti i Comuni facciano la propria parte

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. I posti attualmente disponibili per la prima accoglienza sono praticamente esauriti. Ad ieri, erano 263 i profughi ospitati nella nostra provincia in attesa di una risposta alla loro richiesta di asilo. Facendo i conti, complessivamente le 15 strutture ricettive ad ora individuate possono ricevere al massimo ancora altri 4-5 stranieri. A parte, naturalmente, temporanee deroghe.

Anche per questo, domani è previsto in prefettura un nuovo vertice con i rappresentanti dei Comuni, affinché si rendano volontariamente disponibili ad individuare nuove strutture per accogliere i migranti provenienti dal sud Italia, nell'ottica di una distribuzione sui vari territori che determini il minor impatto possibile sulla cittadinanza: solo così, come più volte ripetuto dal prefetto Angelo Ciuni in precedenti occasioni, potrà essere evitato il collocamento imposto dei migranti in piccole realtà locali, con il rischio di una reazione negativa da parte degli abitanti.

In base alle disposizioni del ministero, in vista della bella stagione e del conseguente aumento degli sbarchi in Sicilia, tutte le regioni sono state chiamate in causa per fare la loro parte nell'accoglienza dei migranti. La Toscana è chiamata ad accogliere il 6% dei richiedenti asilo in Italia, attuali e futuri. E della quota destinata alla Toscana, in base a una suddivisione proporzionale alla superficie e al numero di abitanti delle varie province, quella di Pistoia deve farsi carico di una percentuale tra il 12 e il 13.

Attualmente il Comune di Pistoia, in sette diverse strutture, sta ospitando 120 profughi. Nelle sue due strutture, Pescia invece ne accoglie 45. Una struttura attiva ciascuno hanno invece i comuni di Marliana, San Marcello, Massa e Cozzile, Cutigliano, Piteglio e Buggiano.

Un numero ancora insufficiente, sia in vista dei nuovi profughi che senz’altro arriveranno sia in considerazione del fatto che, a parte gli stranieri di determinate nazionalità (siriani, eritrei...) che restano in Italia solo il tempo necessario per presentare domanda di asilo per poi raggiungere i familiari già ospitati nel nord Europa, tanti stranieri sono destinati a restare nella nostra provincia in media un anno e mezzo: questo il periodo necessario ad ottenere l’eventuale asilo, magari presentando ricorso al Tar.

Nelle prossime settimane, quindi, la ripartizione dei nuovi profughi avverrà secondo la capacità di accoglienza di ciascun territorio comunale, vale a dire proporzionalmente al numero di abitanti e disponibilità di strutture atti ad ospitarli. Come ha annunciato il prefetto Ciuni giovedì scorso, quando ha incontrato, a Pescia, associazioni e istituzioni del territorio per discutere di come affrontare al meglio la nuova ondata migratoria. La situazione, a Pescia, è abbastanza critica dal momento che da quasi un anno sono presenti sul territorio in media 50 migranti.

Di questi, solo 16 hanno trovato, al momento, accoglienza al Bistrot di Vellano con un progetto gestito da una delle cooperative del consorzio Co&so, vincitore del bando per l’accoglienza indetto dalla prefettura. Gli altri si trovano ancora all’Hotel dei Fiori, sebbene la struttura sia stata dichiarata carente dal punto di vista delle norme antincendio. «Non è facile reperire altre strutture sul territorio – spiega l’assessore alle politiche sociali, Elisa Romoli – Anche in ragione di ciò l’arrivo di altri profughi non ci lascia tranquilli, ma se ci verrà chiesto di fare la nostra parte non ci sottrarremo, come è avvenuto finora». (m.d.-m.s.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web