Il Tirreno

Pistoia

Analisi sbagliate, il Comitato annuncia l'azione legale contro il laboratorio d'analisi

Rosanna Crocini, referente del Comitato "Acqua bene comune" (foto Gori)
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Rosanna Crocini, referente del Comitato "Acqua bene comune" (foto Gori)

"Acqua bene comune" intende fare causa ai tecnici che hanno ammesso di aver sbagliato i risultati del campionamento effettuato ad Agliana

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AGLIANA. "La vicenda non finisce qui". Trascorsi due giorni dalla rettifica, con tanto di scuse, del laboratorio di analisi  sulla presenza di Pcb nell'acqua prelevata ad Agliana, il Comitato "Acqua bene comune" annuncia di voler intraprendere "adeguate iniziative legali contro il laboratorio Lebsc". Il Comitato, che si sente il primo danneggiato dal lavoro compiuto dal laboratorio emiliano, aggiunge di voler far luce "sulla dinamica dei rapporti tra Arpat e Lebsc".

Una sottolineatura di non poco conto, che segue il riepilogo della complicata storia che ruota intorno alle analisi effettuate ad Agliana. "Possiamo dire che ad Agliana - scrive in una nota la referente di "Acqua bene comune" Rosanna Crocini - genitori, cittadini e Comitato non si facciano mancare proprio nulla. L'ultima confortante notizia ci è pervenuta proprio dal laboratorio di analisi da noi utilizzato per effettuare le tanto sudate e agognate analisi chimiche dell'acqua di Agliana. Ebbene, il giorno 21/04/2014 il laboratorio di analisi Lebsc ci comunica via mail di averci fornito un referto/risultato delle analisi chimiche datato 3/03/2015 che “potrebbe essere stato inquinato” nel laboratorio medesimo. Questa la cronologia dei fatti di tutta la vicenda:

· il 24/02/2015 il laboratorio preleva i campioni di acqua dalla fontanella del lago Pertini in presenza di genitori, cittadini e consiglieri di Agliana.
· il 05/03/2015 il laboratorio Lebsc invia ufficialmente al comitato i risultati che mostrano un allarmante quantità di Pcb nell'acqua. In allegato inviano anche una relazione che evidenzia l'anomala presenza di questo elemento.  Nei giorni successivi, vista la gravità dei fatti, il comitato si e' adoperato per ottenere dal laboratorio stesso garanzie sul preoccupante risultato da loro fornito.
· Il 15/03/2015 il Comitato comunica alla stampa questa preoccupante notizia.
· il 18/03/2015 il sindaco di Agliana Giacomo Mangoni chiede, tramite lettera raccomandata, lumi al laboratorio sui risultati delle loro analisi, risultati che nel frattempo sono stati resi pubblici e protocollati nel comune di Agliana nello stesso giorno.
· Il 02/04/2015 il laboratorio Lebsc invia al sindaco un referto timbrato e firmato che conferma l' allarmante presenza di Pcb nell'acqua, come da referti pubblicati da comitato e stampa.
· Il 17/04/2015 durante una conferenza stampa di Asl, Arpat e sindaco del Comune di Agliana, il referente Arpat tranquillizza la popolazione dicendo che la quantità di Pcb indicata nel referto era “dovuta ad un inquinamento ambientale del laboratorio di analisi e che il laboratorio aveva sicuramente sbagliato”.
· il 19/04/2015 il comitato chiede al laboratorio Lebsc ulteriori informazioni relative alla certificazione del laboratorio per la rilevazione di Pcb e dei metodi utilizzati dal laboratorio per questo tipo di analisi.
· Il 20/04/2015 il laboratorio risponde al comitato dando rassicurazioni sulla idoneità del laboratorio stesso e su metodi utilizzati per effettuare tali analisi .
· Il 21/04/2015 il laboratorio Lebsc comunica al Comitato "Acqua Bene Comune", di aver il sospetto di aver sbagliato il risultato delle analisi chimiche dell'acqua, analisi di cui sostenevano l'esattezza assoluta fino al giorno prima.

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Questa la comunicazione inviataci per email il 21 aprile 2015 : "Facciamo seguito alle varie osservazioni che ci sono state mosse recentemente a proposito dei risultati Pcb sul campione in oggetto, abbiamo ripercorso tutti i passaggi del processamento e, grazie al prezioso confronto che abbiamo avuto direttamente con Arpat, abbiamo dedotto che potrebbe essersi verificata una contaminazione del campione in laboratorio. Esprimiamo il nostro sentito rincrescimento per l'accaduto e provvederemo al più presto a inoltrare i documenti corretti sia al Comune di Agliana che Arpat, e l'associazione "Acqua Bene Comune". Nello scusarci ancora, ci auguriamo che la questione sia risolta al meglio. Cordiali saluti. Maria Molinas Lebsc S.r.l.”

"A noi sembra - è la riflessione - che tutta la questione sia a dir poco intrigata ed imbarazzante, visto che avevamo richiesto una verifica sulle risultanze delle analisi che a noi e ad esperti del settore erano sembrate inverosimili, tant’è che abbiamo atteso 10 giorni prima di divulgare i risultati. Siamo stati rassicurati dal laboratorio che garantiva la veridicità dei dati forniti in prima istanza. Per questi motivi - sostiene il Comitato - il sindaco di Agliana non può e non deve accusare noi per “ procurato allarme “ ma il laboratorio che, dopo “ preziosi “ contatti con Arpat Toscana ha ribaltato la frittata rimangiandosi quei risultati sulla cui veridicità e autenticità avevano spergiurato. Comunquela vicenda non finisce qui perché, oltre a intraprendere adeguate iniziative legali contro il laboratorio Lebsc S.r.l.”, cercheremo anche di far luce sulla dinamica dei rapporti fra Arpat e Lebsc".

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