Quarrata, esposto in procura e alla Corte dei conti per l’asilo di via Lippi
La società Centauro ritiene di essere stata danneggiata dal Comune e chiede un risarcimento di 900.000 euro
QUARRATA. Una richiesta danni da 900mila euro e una denuncia alla Corte dei conti in arrivo per il Comune di Quarrata. La ditta “Centauro” di Signa è decisa a trascinare l’ente quarratino in un contenzioso. «Ci hanno provocato un danno finanziario con le loro carenze progettuali» attacca il titolare dell’impresa edile, Alessandro Mazzocchi. Oggetto del contendere è l’asilo nido di via Lippi, un’opera da oltre 2milioni di euro –cofinanziata al 60% dalla Regione Toscana attraverso i Piuss- che avrebbe dovuto essere inaugurata nel settembre 2012. A vincere l’appalto è stata un’ati capeggiata dalla Centauro. Poi però, nel dicembre scorso, il Comune ha deciso di procedere con la risoluzione del contratto per le «inadempienze della ditta costruttrice». Ad oggi, è stato realizzato solo un terzo dell’ampliamento e della messa a norma previsti nel progetto. Non solo: quanto costruito fino ad ora, secondo il recente collaudo, è risultato male eseguito. Da qui la richiesta danni, comprensiva di penali per il mancato rispetto dei tempi pattuiti, da 330mila euro avanzata venerdì scorso dal Comune alla Centauro.
La società, a sua volta, chiede un risarcimento che sfiora il milione di euro. «Dal luglio 2014, se ne sono accorti solo adesso che i lavori - a loro dire - sono fatti male?» incalza il titolare dell’impresa fiorentina. In realtà, sembra che in alcune precedenti relazioni (di cui la stessa Centauro non sarebbe al corrente) fossero emersi diversi problemi: ma mai nessuno, prima della rescissione del contratto, è intervenuto. Se l’opera non fosse giunta a un blocco dunque, sarebbe stata costruita con simile carenze? Già in passato, la società aveva chiesto al Comune il pagamento dei danni per un milione di euro. «Gli errori nella progettazione – spiega infatti il titolare – hanno portato a più blocchi del cantiere per effettuare le necessarie varianti». Nel marzo 2014, la Centauro ha accettato un atto transattivo che ha previsto il pagamento di 241mila euro da parte del Comune alla ditta edile e l’impegno, da parte di quest’ultima, a consegnare l’opera entro novembre 2014. Così non è stato. Ne è seguita la risoluzione del contratto voluta dalla giunta Mazzanti. «Se noi, come sostengono, abbiamo lavorato tanto male, come mai c’hanno pagato 241mila euro per evitare contenziosi?» incalza Mazzocchi.
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«Perché – risponde il sindaco Marco Mazzanti - se erano consapevoli, come dicono, degli errori del progetto hanno accettato di continuare?». Dalla Centauro annunciano inoltre un esposto alla Procura per l’affidamento da parte del Comune della direzione dei lavori a una professionista esterna (la stessa della progettazione strutturale) che è sposata con il professionista (anche lui esterno) che si è occupato della progettazione delle opere impiantistiche. «Tutto regolare» rispondono però dal palazzo comunale, sottolineando inoltre che l’accordo transattivo azzera la partita sui possibili problemi antecedenti alla firma. Una storia, questa del nido, che ricorda moltissimo quella della piscina “fantasma” di Vignole tra l’ente comunale e la Uisp Comitato Firenze.
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