Il presidio
Due stragi di piccioni per proteggere un campo coltivato
L’allarme lanciato dagli autori del blog “badiaapacciana.it”. La Provincia: tutto regolare, serve a limitare questi animali
PISTOIA. “Un intero campo ricoperto di piccioni uccisi, alcuni sanguinanti”. Questa è la denuncia, pubblicata sul blog “badiaapacciana.it” da alcuni cittadini, che il 9 e poi il 24aprile sono stati testimoni di una vera e propria strage di piccioni in due campi che costeggiano la Brana, fra Chiazzano e Badia a Pacciana. “La prima volta (il 9 aprile, ndr) alle tre andai a vedere – racconta Paolo Paolieri, uno degli autori del blog – e mi trovai di fronte a uno spettacolo a dir poco tremendo. Un addetto alla Provincia mi disse che avevano tutte le autorizzazioni a procedere e che erano stati chiamati dal proprietario del fondo che doveva seminare il mais e temeva danni dai volatili”.
Paolieri ed Emiliano Giusti (curatore del blog) non nascondono il loro disgusto per la scena cruenta e anche alcuni aspetti che non li convincono: scrivono infatti di aver visto granoturco sparso nei campi “messo chissà da chi, per attirare i piccioni” e anche “un attrezzo con due ferri lunghi 2 o 3 metri con attaccato un piccione di plastica all’estremità”. “È una procedura a norma di legge – affermano - ma è previsto che si usino richiami vivi per attirare i piccioni e poi ucciderli? ”.
La Provincia, interpellata, ribatte che non si tratta di “stragi di piccioni” ma di controllo di specie selvatiche che possono recar danno all’agricoltura, in base alla legge regionale 3/94. “La Provincia di Pistoia – si legge in una nota – è impegnata da anni nella gestione faunistica del territorio. Questo presuppone non solo la salvaguardia delle specie selvatiche e il soccorso della fauna in difficoltà ma anche il controllo delle specie selvatiche quando queste possono recare danni all’agricoltura”.
E specifica l’iter che solitamente avviene in questi casi, e che sarebbe stato seguito anche nel caso di Badia a Pacciana. Un’azienda agricola che denuncia danni da piccioni presenta apposita richiesta di intervento alla Provincia”. La richiesta viene poi girata all’Atc (Ambito territoriale di caccia) 16, che svolge un primo sopralluogo. Dopodiché viene messo in atto un primo intervento con metodi cosiddetti “ecologici”: mezzi non cruenti (palloni di allontanamento, cannoncini a gas, nastri luccicanti) per allontanare, in questo caso, i piccioni. A distanza di una settimana circa, viene fatto un secondo sopralluogo e, se i metodi ecologici si sono dimostrati inefficaci e viene riscontrata ancora presenza di piccioni, sotto il controllo e la presenza della Polizia Provinciale, vengono effettuati interventi mirati da parte di personale autorizzato. I metodi non ecologici vengono utilizzati solo e soltanto dopo che quelli ecologici si sono dimostrati inefficaci e sempre nel rispetto delle normative in materia”.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
