Il Tirreno

Pistoia

immigrazione fuorilegge

Permessi facili ai cinesi: a Pistoia in 65 a giudizio

Massimo Donati
Sequestro di documenti il giorno degli arresti
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Sequestro di documenti il giorno degli arresti

Pistoiesi e pratesi sul banco degli imputati per falsi contratti di lavoro e di affitto per favorire l’immigrazione clandestina

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PISTOIA. Per una singola finta residenza, l'organizzazione arrivava a pagare fino a 1.000-1.500 euro. Il compenso medio naturalmente scendeva per coloro che erano disponibili a dichiarare falsamente di aver affittato le abitazioni di loro proprietà a più di uno straniero, quasi tutti cinesi disposti a sborsare migliaia di euro pur di ottenere o rinnovare il permesso di soggiorno, oppure per far immigrare in Italia i loro familiari. E soldi facili c’erano anche per quegli imprenditori che, per lo stesso risultato, erano disposti a fingersi pronti ad assumere gli stranieri desiderosi di entrare nel nostro paese attraverso i cosiddetti flussi d’ingresso.

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Sono 65 gli imputati che il prossimo 22 ottobre dovranno comparire davanti al tribunale collegiale di Pistoia. Accusati, a vario titolo, di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e di falso documentale, sono stati rinviati a giudizio lunedì mattina, 27 aprile,  dal giudice dell’udienza preliminare Patrizia Martucci. Nel corso dell’udienza, altri 10 imputati hanno chiesto e ottenuto il patteggiamento della pena (cosa che lo scorso gennaio avevano fatto altri 3), mentre la posizione di un altro imputato, Sauro Tiribilli (1942, di Empoli), è stata stralciato: la gup ha rinviato gli atti al pm affinché proceda ad una specificazione ulteriore delle accuse a lui contestate.

Nei confronti di 35 imputati tra quelli accusati di uno degli altri reati o di entrambi, pendeva anche l’accusa di favoreggiamento della permanenza illecita di clandestini sul territorio nazionale: la gup ha sentenziato il non luogo a procedere per prescrizione.

Il rinvio a giudizio arriva in seguito alla lunga indagine della Digos della questura, nata cinque anni fa come filone bis di quella che, nell'aprile 2009, portò all'arresto di 11 persone per i reati di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina (la Cassazione ha di recente annullato tutte le condanne per un vizio procedurale ordinando la ripetizione del processo).

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Nome eccellente tra gli imputati rinviati a giudizio, quello di Marcello Evangelisti, l’ex dirigente dell'Ufficio lavori pubblici del Comune arrestato nel giugno 2012 e attualmente imputato nel processo "Untouchables" per gli appalti pubblici pilotati. Nei suoi confronti ci sarebbero prove relative ad alcune decine di casi in cui l'ex dirigente avrebbe dichiarato falsamente di aver affittato gli appartamenti di sua proprietà, in particolare in palazzi di via Del Duca e di via Del Giglio.

La procura ritiene che tra i 79 imputati per i quali era stato chiesto il rinvio a giudizio, 68 avessero firmato dichiarazioni fasulle di disponibilità all'accoglienza e all'assunzione. Per 29 invece l'accusa era di contraffazione di documenti per consentire i ricongiungimenti familiari. Infine, 35 gli accusati di concessione di locazioni fittizie.

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