Il presidio
Esame per la patente: pensionato batte... il computer
Anziano di Pistoia, non era riuscito ad effettuare il test previsto dal Decreto del ministero dei trasporti ed ha vinto il ricorso al Tar che lo ha dichiarato illegittimo
PISTOIA. Un anziano automobilista può certo essere obbligato a sottoporsi ad un nuovo esame di idoneità alla guida, se ha provocato un incidente stradale con un ferito grave. Ma non lo si può costringere a sostenere una prova con il computer, se non lo sa usare.
Il principio è stato sancito dal Tar del Lazio con una sentenza di poche settimane fa, decidendo sul ricorso presentato da un pistoiese, Loriano Bovani, 72 anni, coltivatore di Bottegone, assistito al Tar del Lazio dagli avvocati Giacomo Biagioni (di Pistoia) e Anna Mattioli (di Roma). E si tratta di una sentenza potenzialmente di grande portata, perché i giudici romani, oltre a dar ragione al signor Bovani, hanno anche dichiarato l’illegittimità del decreto ministeriale del 2012, che quella prova al computer ha introdotto. Naturalmente il Ministero dei trasporti ha la possibilità di fare appello al Consiglio di stato: ma intanto è la sentenza di primo grado a contare e far discutere.
Tutto è cominciato il 1º maggio 2013, sulla via Fiorentina, a Ponte alla Pergola. Bovani, a bordo della sua Fiat Panda, sta guidando in direzione di Firenze quando invade la corsia opposta e travolge un uomo di 75 anni in motorino. Un incidente grave, tanto che la vittima è morta dopo nove mesi, nel febbraio 2014.
I vigili urbani che eseguono i rilievi dell’incidente non hanno dubbi sulle responsabilità di Loriano Bovani. E sulla base del loro verbale, un mese dopo l’incidente, la Motorizzazione civile di Pistoia sospende la validità della patente, obbligando l’automobilista a sottoporsi ad un nuovo esame di idoneità. Ma Bovani ritiene di essere stato ingiustamente punito e fa ricorso al Tar della Toscana contro la sospensione. Poi, però, accetta di sottoporsi al nuovo esame: è il 19 novembre 2013. Alla Motorizzazione, Bovani si trova davanti allo schermo di un computer: deve rispondere ad un questionario con domande cui rispondere “vero” o “falso”. Una cosa semplice, ma non per l’automobilista, che per sua stessa ammissione non sa da che parte rifarsi quando si trova davanti a un computer. D’altra parte l’uso del computer è espressamente previsto dal Ministero dei trasporti. Non avendo completato la prova, il giorno dopo la Motorizzazione revoca la patente sospesa. . Bovani si sente vittima di una nuova ingiustizia e per la seconda volta fa ricorso al Tar, contestando .
I giudici amministrativi fiorentini, visto il coinvolgimento del decreto ministeriale, passano tutto l’incartamento ai colleghi romani. E questi, all’inizio dell’anno si sono dedicati al merito della vicenda. La richiesta di annullamento della sospensione della patente viene respinta: anche il Tar riconosce che Bovani ha commesso una grave infrazione.
Ma l’esame cui dovrà sottoporsi consiste nel “controllo della persistenza dei requisiti per la guida e non in un accertamento sulle capacità nell’uso del computer”. Per cui – dice il Tar – va annullata la revoca della patente decisa dalla Motorizzazione. Ma va anche annullato il decreto ministeriale che obbliga all’uso del computer. Ora, forte di questa sentenza, Bovani si sta preparando a ripresentarsi all’esame. E questa volta senza informatica di mezzo.
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