Il presidio
Piteglio, un progetto per una maggiore cura dei boschi
PITEGLIO. Una ricomposizione dei fondi boschivi per una migliore manutenzione del territorio e valorizzazione del legno. Questo il progetto allo studio dell’amministrazione comunale di Piteglio che,...
PITEGLIO. Una ricomposizione dei fondi boschivi per una migliore manutenzione del territorio e valorizzazione del legno.
Questo il progetto allo studio dell’amministrazione comunale di Piteglio che, dopo aver definito i dettagli ancora mancanti, presenterà la proposta in un’assemblea pubblica fissata per il 9 maggio. In quella data sarà sottoscritto anche un protocollo d’intesa fra Comune, distretto rurale forestale della Montagna pistoiese ed altri soggetti competenti in materia forestale che dovranno poi sviluppare, passo dopo passo, le fasi attuative del progetto.
«L’abbandono dei terreni boschivi è un problema diffuso sulla nostra montagna – spiega il sindaco di Piteglio, Luca Marmo (in foto) – per questo abbiamo pesato di dar vita ad un progetto di valorizzazione che dovrà passare anzitutto per una ricomposizione delle proprietà boschive, spesso frazionate in numerosi appezzamenti anche nel giro di pochi chilometri. Non sarà un lavoro facile: già da una prima analisi, ci siamo resi conto della tante problematiche che possiamo incontrare, come terreni che sono passati per eredità di generazione in generazione e di proprietari non rintracciabili. Primo step sarà l’emissione di un avviso pubblico per chiedere a tutti i cittadini proprietari di un fondo boschivo situato nel territorio di Piteglio, la disponibilità a metterlo a disposizione. Una volta tracciato il quadro dei soggetti aderenti e visualizzate le varie particelle sulla mappa, proveremo a rintracciare i proprietari dei fondi in posizione intermedia per tentare una ricomposizione più completa delle proprietà. Quando avremo raggiunto un’area abbastanza vasta – prosegue Marmo – dovremo riunire i proprietari attraverso, ad esempio, la costituzione di un consorzio oppure la stipula di un contratto di rete. Nel contempo costituiremo un gruppo tecnico che dovrà occuparsi di studiare la forma contrattuale coi proprietari, non trascurando l’aspetto del compenso a fronte della disponibilità del fondo, e con le aziende che dovranno occuparsi del taglio e della valorizzazione del legno». Quanto alle finalità «anzitutto una maggior cura dei boschi – prosegue Marmo – la manutenzione costante e l’alleggerimento delle pendici contribuiranno a prevenire il rischio di smottamenti. Inoltre il legno può rappresentare una risorsa economica importante per la nostra montagna, utilizzato sia a fini energetici, come legna da ardere o per la produzione di pellet e cippato, trovando una stretta connessione col progetto Mo.to.re di Campo Tizzoro sulle energie rinnovabili, sia in altri ambiti come la paleria. Questo vuol essere un progetto pilota, con l’auspicio che possa estendersi in prospettiva a tutto il territorio della montagna». (e.v.)
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