Legnorosso, a giudizio gli ex presidenti
Il gup ha riqualificato in appropriazione indebita il reato e ha rinviato gli atti al pm per la citazione diretta a processo
PISTOIA. Niente truffa ai danni dello Stato. Secondo il gup del tribunale di Pistoia i fatti contestati dalla procura ai due ex presidenti della Polisportiva Legnorosso, che gestiva gli impianti sportivi di Capostrada fino a due anni fa, devono essere riqualificati con un'altra veste giuridica. Perciò, ieri mattina, al termine di una camera di consiglio durata un'ora e mezzo, il giudice dell'udienza preliminare Alessandro Buzzegoli ha ritrasmesso gli atti al pubblico ministero affinchè sia lui a citare direttamente a giudizio davanti al giudice monocratico per il reato di appropriazione indebita Luca Fabio Fontana ed Angelo Colella.
In pratica, i comportamenti illegittimi contestati ai due imputati restano quindi gli stessi, ma il reato loro contestato, meno "grave" rispetto alla truffa, non è più di competenza del tribunale collegiale, per cui per arrivare al processo non è necessario il filtro costituito dall'udienza preliminare.
Le indagini dei carabinieri furono avviate circa tre anni fa sulla base di alcune segnalazioni confidenziali che riferivano di irregolarità nella gestione dell'impianto sportivo di Capostrada, probabilmente il più frequentato della città perché unico ad essere dotato di una serie di impianti polisportivi. Nel 2005 la Polisportiva Legnorosso si aggiudicò la gara indetta dal Comune per la gestione del centro sportivo. Per Fontana, in qualità di gestore dell’impianto sportivo e legale rappresentante dell’Ac Capostrada, il pm aveva chiesto il rinvio a giudizio per truffa. "Prima – spiega il capo di imputazione – per aver rappresentato di possedere i requisiti, quale Polisportiva Legno Rosso, per partecipare al bando di gara per la concessione della gestione del complesso sportivo, di proprietà comunale". Quindi per aver rappresentato "preventivi di spesa per la realizzazione del campo a 11, ricevendo l’erogazione di un contributo pubblico dal Comune di Pistoia di 125.000 euro, e poi dichiarando falsamente di aver sostenuto spese superiori per una differenza di 156.528,09 euro".
Fontana, sempre secondo l’accusa, avrebbe omesso di effettuare una "compiuta rendicontazione dell’uso, anche dell’Ac Capostrada, e gestione degli impianti sportivi, ovvero di compiere una rendicontazione della gestione non corrispondente alla realtà e nascondendo gli utili del campo a 11 in sintetico, dei campi di calcetto, palestra sud e pista di pattinaggio, per 639.711,21 euro".
Per tali fatti adesso il gup ha configurato il reato di appropriazione indebita. Reato di cui Fontana era già accusato per altri episodi: "Avendo il possesso di denaro dell’Ac Capostrada sul conto dell Banca di Credito di San Pietro in Vincio, si impossessava di somme di denaro prelevandole personalmente, ovvero trasferendole su altro conto personale”.
Angelo Colella, succeduto a Fontana dopo che a questo venne notificato l'avviso di garanzia, era accusato invece di truffa e falsa rendicontazione. Gli utili che secondo il pm avrebbe nascosto nei mesi della sua presidente, da gennaio ad aprile 2014, ammonterebbero a 28.550 euro. Anche tali reati sono stati riqualificati dal gup in quello di appropriazione indebita
Tutti fatti che comunque l’avvocato difensore dei due imputati, Sergio Mazzone, ha contestato con una corposa memoria in cui si evidenzia la regolarità di tutte le operazioni economiche portate a termine nel corso degli anni: tutti gli incassi sono stati completamente reinvestiti nell’impianto.
La parola passa adesso al giudice monocratico.
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